Dopo il voto
Grande soddisfazione è stata espressa praticamente da tutte le associazioni e i movimenti ecclesiali cattolici alla notizia del quorum non raggiunto per il referendum sulla legge 40 del 2004. Intenso, durante la campagna referendaria, il lavoro condotto a fianco del Comitato nazionale “Scienza e vita” per diffondere le ragioni dell’astensione. Oltre 200 i Comitati locali nati in tutta Italia e animati appunto dai membri di associazioni e movimenti che per questa battaglia hanno unito gli sforzi mettendo a disposizione esperti e mezzi organizzativi. Migliaia le iniziative promosse per informare correttamente i cittadini sulle complesse questioni sollevate dal referendum: tavole rotonde, pubblicazioni, incontri a tema. Notevole anche l’impegno dei media cattolici, e tra questi dei 150 settimanali locali (900mila copie) aderenti alla Fisc. UN SÌ ALLA VITA. Secondo Luigi Alici, neopresidente nazionale dell’AZIONE CATTOLICA ITALIANA (Ac), “la consultazione referendaria ha dato voce alla volontà popolare: non è con il referendum, non è con il voto che si può decidere della vita umana. Credo che il popolo italiano abbia voluto dire, con questo suo non voto, che la maternità è una esperienza umana di immenso valore, da favorire in ogni modo, ma non ad ogni costo; un figlio non può mai essere un diritto da rivendicare prima o contro i diritti del figlio stesso. Anche la ricerca scientifica è necessaria, ma non può essere senza limiti etici: non tutto ciò che è possibile è lecito”. “Di più aggiunge Alici – questo referendum ci deve far riflettere sul fatto che non si è trattato di uno scontro tra laici e credenti. Da parte nostra, diciamo che i cattolici hanno sempre partecipato consapevolmente alla vita pubblica, offrendo un contributo assai importante alla nascita e alla crescita della democrazia nel nostro Paese. Ed è proprio alla luce di questo contributo che oggi vogliamo dire il nostro sì alla vita, sì alla famiglia che va difesa e tutelata, anche con leggi adeguate, capaci di aiutare le giovani coppie, le famiglie numerose”. Sulla stessa lunghezza d’onda il commento del presidente dell’associazione AMICI DEI BAMBINI, Marco Griffini, che all’indomani del referendum tiene a ricordare i “milioni di bambini abbandonati nel mondo che non desiderano altro se non di essere figli. Occorre spezzare il concetto di genitorialità legata al figlio biologico: accogliere un bambino abbandonato significa ridare la vita a bambini che già esistono e che avevano perso ogni speranza”. UNA RIFLESSIONE SUL VOTO. Per la COMUNITÀ DI SANT’EGIDIO “non è la vittoria dei cattolici, ma è la vittoria del buon senso. È un segnale di allarme per chi ha sposato le analisi affrettate dei promotori del referendum su verità scientifiche tutte da dimostrare”. “Il bassissimo voto per i quesiti referendari si legge in un comunicato pone a tutti la necessità di ricostruire canali di comunicazione con il Paese reale, di abbassare i toni di una campagna che ha dipinto l’avversario con tinte demonizzanti e caricaturali”. Salvatore Martinez, coordinatore nazionale del RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO (Rns) respinge l’idea secondo la quale l’astensionismo è frutto di disinteresse da parte dei cittadini e ritiene piuttosto che il risultato del referendum è stato “prefigurato nei giorni di grande impegno e sensibilizzazione” che ha coinvolto “decine di migliaia di persone”. “Ovunque aggiunge abbiamo registrato entusiasmo, gratitudine, incoraggiamenti e il coinvolgimento di tanta gente di ogni età e classe, a proseguire questa meravigliosa opera”. “La maggioranza degli italiani commenta il presidente nazionale del CENTRO TURISTICO GIOVANILE (Ctg) Alberto Ferrari – ha capito che su una tema così importante, come la vita, non si può decidere a colpi di referendum abrogativi. E così ha deciso liberamente di non votare, E DOPO? Per il MOVIMENTO CRISTIANO LAVORATORI (Mcl), “escono perdenti quanti hanno voluto politicizzare il dibattito e ne hanno fatto una questione di partito”, mentre Luigi Bobba delle ACLI chiede “che la legge sia sperimentata per un congruo periodo di tempo sicché si possa valutare con onestà e scrupolosità l’efficacia e si possano eventualmente correggere i limiti”. Sulla stessa linea Luigi Morgano, segretario generale della FEDERAZIONE ITALIANA SCUOLE MATERNE (Fism), secondo il quale “ora la legge sulla fecondazione assistita potrà anche essere ulteriormente migliorata in sede parlamentare se tutte le forze politiche si impegneranno con spirito di collaborazione, superando gli steccati di antica memoria”. Concorda Anna Maria Mauro Pastorino, presidente del Cif (CENTRO FEMMINILE ITALIANO): “Si è scelto di non votare dichiara in un comunicato perché di tali complesse questioni si deve discutere in Parlamento”. Gli fa eco Franco Mugerli, presidente del COPERCOM, il coordinamento delle associazioni cattoliche per la comunicazione: “Questo voto ha chiaramente indicato che la legge 40 non va modificata, ma al contrario va attuata. L’unità sperimentata tra laici e cattolici in difesa della vita e della ragione costituisce per noi un’importante novità e una precisa indicazione di lavoro anche per il futuro”. Infine, il FORUM DELLE ASSOCIAZIONI FAMILIARI che in un comunicato assicura il suo impegno a continuare a “dare voce alla vita più debole e indifesa”. IL RUOLO DEL PARLAMENTO. “Piena soddisfazione per l’esito del referendum perché i cittadini italiani nella grande maggioranza hanno riconosciuto nel Parlamento l’istituzione più adatta per legiferare su argomenti di così grande interesse scientifico e sociale” è stata espressa dal FORUM DI ASSOCIAZIONI E MOVIMENTI DI ISPIRAZIONE CRISTIANA OPERANTI IN CAMPO SANITARIO che definisce la legge 40 “una legge equilibrata che tutela la vita di tutti i protagonisti, e in particolare dei più deboli, nel rispetto della dignità della vita di ogni individuo fin dal concepimento”. Per l’ASSOCIAZIONE MEDICI ITALIANI “la legge 40, frutto di un lungo e articolato dibattito parlamentare, merita di essere applicata e verificata sul campo, senza escludere futuri aggiornamenti, decisi dal Parlamento, anche sulla base del processo di sviluppo tecnologico e scientifico”.