Vie aperte alla fede

GMG 2005

Da Milano a Colonia sulle orme delle reliquie dei magi. Nove giorni di pellegrinaggio (29 dicembre 2004 – 6 gennaio 2005) che hanno visto come protagonisti oltre 40 giovani, rappresentanti delle Regioni italiani e dei movimenti ecclesiali. “È cominciata la marcia di avvicinamento a Colonia – dichiara al Sir il responsabile del Servizio nazionale di pastorale giovanile don Paolo Giulietti – il pellegrinaggio previo è una tradizione consolidata per la delegazione italiana e un momento di preparazione spirituale alla Gmg che, ribadisco, non è un evento fine a se stesso ma una tappa di un cammino di fede cui sono chiamati i nostri giovani”. In attesa dei prossimi appuntamenti della Domenica delle Palme del 20 marzo, quando per tradizione si festeggia la Giornata mondiale dei giovani e il Congresso eucaristico di Bari del prossimo maggio, con don Giulietti abbiamo tracciato un bilancio del pellegrinaggio.

Qual è il suo giudizio su questo pellegrinaggio Milano-Colonia?

“I giovani che hanno partecipato al pellegrinaggio previo hanno fatto un’esperienza di comunione. Hanno affrontato con impegno le tre piste che avevamo pensato: la conoscenza dei Re Magi, che ispirano anche il tema della Gmg, ‘Siamo venuti ad adorarlo’, quella delle comunità italiane e della Chiesa tedesca. La speranza è che una volta tornati a casa possano dare il via a questo rinnovato impegno e travasarlo nelle loro realtà locali. Solo così eventi come la Gmg potranno incarnarsi nella vita di fede e non diventare poco più di una vacanza”.

Cosa ha colpito di più i giovani?

“Oltre alle figure dei Magi, scoperti attraverso la devozione e l’arte anche la conoscenza delle comunità italiane in Germania, in particolare di Colonia, Magonza e Mettingenn. Prevedo che il contatto con queste comunità durante i giorni della Gmg di agosto sarà molto proficuo per tutti. L’importante sarà viverlo con consapevolezza e senza pregiudizi”.

Cosa riporta a casa la pastorale giovanile italiana da questo pellegrinaggio?

“Innanzitutto la riscoperta di alcune occasioni formative. Siamo forse di fronte al tramonto di metodi come, per esempio, il tradizionale campo scuola a vantaggio di altri come i pellegrinaggi, l’arte, la cultura che diventano vie di annuncio che in Italia abbiamo in misura maggiore rispetto ad altri Paesi del mondo. La conoscenza dei Magi è stata sicuramente utile per preparare la Gmg, ma ci siamo confrontati con una modalità di trasmissione della fede attraverso vie nuove che sono molto giovanili come le immagini, i sapori, i percorsi, gli incontri. Vie che in una Chiesa che scommette sulla comunicazione del Vangelo in un mondo che cambia sono preziose”.

La Gmg dura circa 10 giorni ma c’è anche un dopo-Gmg da curare. Che rischi corrono i giovani dopo aver vissuto un’esperienza di Chiesa così forte?

“La Giornata mondiale della gioventù non è un evento fine a se stesso ma deve far parte di un cammino di fede che deve proseguire nelle Chiese locali. Bisogna evitare il rischio della disillusione che a volte accompagna i giovani dopo un’esperienza come questa. Dopo un evento come la Gmg il rischio che i nostri giovani corrono è quello della disillusione e del disimpegno per questo dobbiamo rafforzare la loro capacità di essere protagonisti nella Chiesa, di acquisire un ruolo. L’impegno nella Chiesa non è un optional ma nasce dal battesimo. C’è una ministerialità da riscoprire anche nei giovani ma le Chiese devono aprirsi di più. In tal modo è più facile vivere la fede nella quotidianità e non solo nell’occasionalità di un evento”.

Per preparare l’arrivo dei giovani italiani a Colonia, lei è stato diverse volte in Germania…

“La Chiesa tedesca avverte l’urgenza della formazione cristiana che punti all’essenziale della fede, ovvero all’incontro con Cristo. Credo che la Gmg possa rappresentare una chance per rivitalizzare il movimento giovanile tedesco forse un po’ sbilanciato nel campo sociale. La formazione spirituale resta ancora un poco debole. Credo anche che dalla lunga esperienza di preparazione, partita ormai dal 2002, la Chiesa tedesca riscoprirà anche il valore del volontariato con un aumento del coinvolgimento dei giovani nella Chiesa anche a livello di ministero pastorale”.

(12 gennaio 2005)