gran bretagna" "

No a violenze e minacce” “

A Londra – ferita dall’attentato ” “terroristico – il parlamento ” “discute una legge sull’odio ” “religioso e razziale” “

Un progetto di legge contro l’istigazione all’odio religioso e razziale (Racial and religious hatred bill) del governo laburista inglese è in lettura per la terza volta presso la House of Lords la Camera alta del Parlamento britannico. Una discussione ancora più attuale dopo gli attentati del 7 luglio a Londra. La legge aggiunge il reato di “istigazione all’odio religioso” – accanto a quello razziale – all’interno del Public order act (Legge sull’Ordine pubblico) del 1986. L’incitazione all’odio razziale divenne illegale con il Race relations act (Legge sulle relazioni razziali) del 1965 e fu successivamente incorporata nel Public order act 1986, attualmente in vigore. Facendo riferimento solamente all'”odio razziale”, quella legge protegge individui appartenenti a specifiche comunità etniche, come ebrei e sikh, ma esclude coloro che appartengono ad altre comunità religiose, anche di minoranza e che spesso subiscono offese e violenze, come ad esempio i musulmani o i cattolici. Da qui la necessità, per alcuni, di emendare la legge sull’Ordine pubblico dell’86. Aggiungendovi il reato di religious hatred (odio religioso) si proibisce così l’uso di parole offensive, minacce, e insulti, o comportamento o distribuzione di materiale che sia finalizzato a, o rischi di, suscitare odio razziale e religioso. Una legge controversa. La Camera dei Lords non è convinta: teme che la legge ponga un freno alla liberà di pensiero, di religione e di espressione. E infatti ha già rigettato due volte il progetto di legge contro l’odio religioso che era stato presentato in parlamento durante la scorsa legislatura. Se anche dopo questa lettura la Camera dei Lord deciderà di non approvare la proposta di legge il testo tornerà a quella dei Comuni. Il ministro degli Interni Charles Clarke si è detto pronto ad accogliere eventuali emendamenti ma se dopo le correzioni la legge venisse di nuovo bocciata il governo potrebbe attuare la legge utilizzando una misura drastica, il Parliament Act. Tramite il ministero degli Interni, il governo rassicura che le misure previste “sono in accordo con, e opereranno alla luce della Convenzione europea sui diritti umani e dell’Human Rights Act (Legge sui diritti umani)”. Un alto funzionario del Ministero dell’Interno, Paul Goggins, cattolico, ha affermato che il Religious Hatred Bill intende punire coloro che suscitano “odio verso individui”, o gruppi di persone, “per il fatto che aderiscono a una particolare religione”. Goggins specifica che la nuova legge è “necessaria” per prevenire l’azione di “gruppi estremisti” o personaggi intolleranti. Il parere dei cristiani e dei cattolici. Mentre tra le associazioni musulmane, induiste e sikh sembrano, in maggior parte, favorevoli al progetto di legge, i cristiani – cattolici e anglicani – restano divisi sul tema, sebbene predominino i pareri favorevoli. Il network ecumenico Churches Together in Britain and Ireland ha dato “sostegno a questa proposta di legge”. “Crediamo che la protezione alla libertà di parola fornita dalla Convenzione europea sui diritti umani sia sufficiente per salvaguardare la legge” hanno scritto lo scorso gennaio in un comunicato congiunto. “Come membri delle comunità religiose del Regno Unito, rimaniamo fermamente del parere che l’emendamento proposto è un’aggiunta auspicabile all’insieme di misure legali esistenti atte ad assicurarsi che la nostra società sia in grado di contenere pacificamente un’ampia gamma di forti credo ed opinioni”. Anche la Catholic association for racial justice (Carj), l’Associazione cattolica per la giustizia razziale, ha accolto positivamente la proposta di legge. Secondo Carj lo Human rights act garantisce il diritto di praticare la propria religione, ma nella società attuale pace e sicurezza sono a repentaglio e “alcune comunità religiose sono più vulnerabili di altre. Esse sono l’oggetto di pregiudizi diffusi e l’obiettivo esplicito di odio da parte di gruppi estremisti”. Quindi la nuova legge sarebbe lo strumento adatto per proteggerle. Più “prudente” è il Department for christian responsibility e citizenship (Dipartimento per la responsabilità e la cittadinanza cristiana) della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles che scrive: “da un punto di vista morale, le azioni che incitano le persone all’odio sbagliano, e l’obiettivo di questa legge è lodevole”. Tuttavia rimane la “difficile questione” di “come” debba essere “inquadrata per essere efficace e non limitare una legittima ed anche robusta libertà d’espressione”. Senza prendere una posizione netta, i vescovi suggeriscono al Parlamento e Governo di “ascoltare tutte le obiezioni alla legge, valutare gli argomenti e le preoccupazioni che vengono espressi e di non ricorrere affrettatamente al Parlament Act”.