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I leader religiosi incontrano Barroso” “

Martedì 12 luglio sedici rappresentanti di chiese, istituzioni e comunità religiose appartenenti alle tradizioni cristiana, ebraica e musulmana, si sono incontrati con il presidente della Commissione europea, Manuel Barroso. Scopo dell’incontro: riaffermare l’impegno dei partecipanti “a costruire un’Europa libera, unita, prospera e pacifica, caratterizzata dalla solidarietà, dove tutti i cittadini e i popoli, indipendentemente dalla loro religione, cultura, tradizione e origine etnica, possano vivere insieme e sentirsi uniti nella diversità”. Per mantener fede a questo obiettivo, la Commissione europea e gli esponenti religiosi si sono impegnati “a continuare il dialogo reciproco”, indipendentemente dal fatto che il Trattato costituzionale, con i suoi articoli I-42 e I-52 (relativi al dialogo, aperto, trasparente e regolare, tra le istituzioni europee e le comunità di fede), entri in vigore o meno. Il pastore Thomas Wipf, in rappresentanza della Conferenza delle chiese europee (Kek), ha richiamato l’importanza di un’Europa costruita sui valori e non solo sull’economia. Secondo Wipf, i risultati dei referendum francese e olandese vanno presi sul serio e soprattutto vanno ascoltate le ragioni di chi ha determinato la vittoria dei no alla Costituzione europea. “Il grande problema – ha aggiunto – sembra essere l’incapacità di pensare in una prospettiva europea piuttosto che in una spesso ristretta ed egoistica prospettiva nazionale. Non è mancata una riflessione sugli attentati del 7 luglio a Londra. Dopo l’intervento di Richard Chartres, vescovo anglicano di Londra – che ha sottolineato l’importanza della cooperazione di tutte le comunità religiose londinesi – è stata sottoscritta una dichiarazione comune nella quale “tutti i partecipanti condannano fortemente gli attacchi terroristici rivolti a Londra contro persone innocenti”.