“La Costituzione europea potrebbe riconciliare religione e modernità”: lo ha affermato mons. Josef Homeyer, presidente della Commissione delle Conferenze episcopali europee (Comece), il 18 luglio in occasione del “Colloquium Europäischer Pfarrgemeinden” (Ceo – libera associazione di cristiani, fondata dal cardinale austriaco Franz König, e che dal 1978 fa parte delle organizzazioni non statali con status di consulente presso il Consiglio d’Europa), svoltosi ad Erfurt in Germania. Homeyer ha affermato che il riferimento a Dio nella carta costituzionale europea sarebbe una “garanzia contro i totalitarismi” e ritiene che l’argomento non sia affatto concluso. Il vescovo emerito di Hildesheim ha ricordato che gli europei “sulla questione del rapporto tra religione e politica vivono su terra bruciata” e che “in Europa, la religione, dalle Crociate e dalla Guerra dei trent’anni fino ai conflitti in Jugoslavia e in Irlanda ha perso la sua innocenza politica”. Homeyer ha ribadito il ruolo del riferimento a Dio argomentando che “non si tratta di ripristinare società premoderne ma di salvaguardare la memoria europea”. Inoltre, ha aggiunto, “Il Dio della costituzione europea è il Dio invocato ad Auschwitz. E ritenere questa invocazione una faccenda privata è di un cinismo spaventoso”. Il presidente della Comete ha dichiarato che “Per salvaguardare la dignità di questa memoria, la Costituzione europea deve contenere un riferimento a Dio” che “rimanda a quell’universalità dei diritti dell’uomo che troppo spesso l’Europa si è esentata dal rispettare”.