GMG 2005
Hanno raggiunto quota 40 mila le iscrizioni dei giovani francesi per la XX edizione della Gmg che avrà luogo dall’11 al 21 giugno a Colonia. Ad ufficializzare il dato è la Conferenza episcopale francese, specificando in un comunicato che 30 mila si sono iscritti presso le diocesi e che gli altri 10 mila raggiungeranno Colonia con movimenti, congregazioni religiose e comunità. Circa mille sono i giovani che parteciperanno alle giornate mondiali come volontari.
La particolarità del “gruppo francese” è la presenza di circa 500 giovani provenienti dall’Africa del Sud, Burkina Faso, Madagascar, Cina, Filippine, Vietnam, Brasile. E’ previsto infine che 35 vescovi francesi terranno le consuete catechesi durante la Gmg. Abbiamo parlato con JEAN-PAUL LARVOL , segretario generale aggiunto della Conferenza episcopale francese, incaricato per l’apostolato dei laici. E’ membro del comitato nazionale per la preparazione alla XX Gmg.
Hanno ancora senso per i giovani le Gmg?
“Le Gmg sono una proposta che la Chiesa fa ai giovani. E’ naturalmente una proposta tra molte altre ma nascono almeno secondo l’ispirazione originaria di Giovanni Paolo II che le ha fortemente volute e seguite per rispondere ad un’attesa e ad un bisogno dei giovani, quello di incontrarsi con i loro coetanei e in una dimensione internazionale per vivere una stessa esperienza di fede alla luce dei più autentici valori cristiani. Un altro elemento originale delle Gmg è quello di essere aperte a giovani che non hanno contatti con la Chiesa, rappresentando così una occasione per vivere una esperienza di Chiesa e forse anche di riscoperta della fede. Una delle prime decisioni prese da Benedetto XVI è stata quella di dare appuntamento ai giovani alla Gmg di Colonia. Credo quindi che il nuovo papa abbia ben capito la portata di questo evento e nella misura in cui ha subito percepito questa attesa dei giovani, sarà certamente in grado di dar loro una risposta. Da questo punto di vista credo davvero che non ci siano difficoltà. Credo anche che in futuro bisognerà prendere iniziative nuove. Penso che la Chiesa dovrà fare proposte diverse perché è nella sua natura la chiamata a rinnovarsi, a non accontentarsi di ripetere formule che sono andate bene nel passato. Non ci sono delle ricette pronte da seguire ma è certo che i giovani sono sempre pronti e ben disposti ai cambiamenti”.
C’è un messaggio particolare che la Francia vuole donare alla Gmg?
“Sì, credo proprio che ci sarà una colorazione tutta particolare che la Francia vuole dare alla sua partecipazione alla Gmg nel senso di una profonda appartenenza all’Europa e nel segno della riconciliazione nel mondo. Abbiamo celebrato quest’anno il 60° anniversario della fine della seconda guerra mondiale che ha generato nei decenni successivi una serie di gemellaggi tra villaggi e diocesi di Francia e villaggi e diocesi della Germania come segno di una storia nuova in Europa di riconciliazione dopo anni di morte e distruzione. La partecipazione a Colonia dei giovani francesi alla Gmg e l’incontro con i giovani tedeschi vogliono essere un segno che dice che l’Europa è importante e dare un orientamento per il futuro europeo sotto il segno della riconciliazione dei popoli. Una risposta in un contesto come quello attuale e in un momento in cui la Francia ha risposto no al Referendum sulla costituzione europea”.
(27 luglio 2005)