unione europea" "
I punti chiave della strategia di informazione della Commissione ” “
Raccoglie consensi la nuova strategia di informazione e di comunicazione della Commissione europea per avvicinare i cittadini alle istituzioni dell’Unione. Dopo la presentazione a Bruxelles, il piano entra nella fase operativa. Tre i punti chiave delle oltre cinquanta iniziative che saranno adottate: anzitutto “ascoltare”, in secondo luogo “comunicare” in quale maniera “le politiche Ue influenzano la vita quotidiana”; infine “collegarsi, agendo a livello locale”, ovvero “adattare i messaggi a seconda del pubblico di ogni Stato membro”, trasmettendoli attraverso i canali preferiti dal pubblico nella rispettiva lingua. Un piano che parte da lontano. Il problema della distanza tra cittadini e istituzioni Ue è da sempre un punto debole del processo di integrazione. Con l’allargamento dei confini, e quindi con l’estensione geografia dell’Unione e il relativo aumento della popolazione, il “deficit democratico” si è acuito. Tra le spie di questo malessere, si possono citare almeno la bassa affluenza alle urne per il rinnovo del Parlamento di Strasburgo nel 2004, una serie di preoccupanti risultati di sondaggi condotti da Eurobarometro e, infine, il doppio no alla Costituzione europea da parte degli elettori francesi e olandesi. Ecco perché col tempo la Commissione ha cercato nuove strade per “parlare” con i cittadini, nel tentativo di migliorare l’immagine e la percezione dell’Ue, delle sue politiche e delle diverse istituzioni. Sin dal giugno 2001 il tema è stato posto all’ordine del giorno dall’Esecutivo con un primo documento di lavoro; al quale sono seguiti momenti di studio e altri testi nel luglio 2002 e nell’aprile 2004. Due conferenze interministeriali sono state dedicate al tema nell’aprile 2004 (sotto presidenza irlandese, per giungere all’iniziativa “Communicating Europe”) e nell’ottobre successivo (presidenza olandese). Tra gli obiettivi: potenziare la comunicazione Internet, razionalizzare ruolo e servizi offerti dagli oltre mille sportelli informativi in tutto il continente (Info Point, Centri di documentazione europea, Centri di animazione rurale, sportelli presso università, enti locali, Camere di commercio…). Le “parole d’ordine” della Commissione. L’ultimo documento approvato in tal senso dalla Commissione, che è considerato quello più avanzato e finalmente operativo, insiste sul trinomio “Ascoltare, comunicare, agire a livello locale”: Margot Wallström, svedese, responsabile per le relazioni istituzionali e la comunicazione nell’Esecutivo Barroso, presentando la strategia ha spiegato: “Questo piano rispecchia in modo pragmatico la priorità politica di avviare il dialogo con i cittadini in tutta l’Unione europea. Oggi abbiamo stabilito un metodo di lavoro che condurrà a un’impostazione moderna della comunicazione in tutti i settori, elemento essenziale se intendiamo affrontare seriamente la necessità di aumentare il dialogo, la consultazione e il dibattito sul ruolo dell’Ue”. La commissaria ha però aggiunto: “È chiaro che questo è un compito che va al di là della mission della Commissione; il suo successo dipende essenzialmente da un efficace partenariato con tutti gli altri attori fondamentali della politica europea all’interno dell’Unione”. Un “libro bianco” e cinque compiti. Lo stesso piano sarà seguito entro quest’anno da un “libro bianco” necessario “per impegnare tutte le parti in causa, esponendo la visione politica e le iniziative da intraprendere a medio e lungo termine, in cooperazione con le altre istituzioni e gli altri partecipanti”. Un compito essenziale sarà quello di razionalizzare l’uso delle risorse investite dalla Ue per giungere fin nelle case dei cittadini. In particolare si prevedono cinque compiti: “coordinare le attività di comunicazione in tutta la Commissione, al fine di ottimizzare gli sforzi e di usare meglio gli strumenti di comunicazione; utilizzare i media e gli strumenti “preferiti dalle persone, nella lingua che capiscono, in particolar modo internet e i servizi audiovisivi”; “acquisire maggiore professionalità nella comunicazione impartendo formazioni specifiche ai funzionari e assumendo specialisti in comunicazione”; ricorrere a metodi quali – ha esemplificato la Wallström “l’inserimento di una sintesi non specializzata nelle principali proposte della Commissione, che descriva i vantaggi concreti delle politiche comunitarie” per le persone comuni, le famiglie, le associazioni, le imprese; infine rafforzare le rappresentanze della Commissione negli Stati membri, “così da raggiungere i cittadini su quelle politiche e iniziative che destano il loro interesse o la loro preoccupazione”. Info: www.europa.eu.int.