Da Colonia a Verona

GMG 2005

“Tra meno di un mese, anch’io mi recherò pellegrino in una storica Cattedrale europea, quella di Colonia, dove i giovani si sono dati appuntamento per la loro XX Giornata mondiale. Preghiamo perché le nuove generazioni, attingendo la loro linfa vitale da Cristo, sappiano essere nelle società europee fermento di un rinnovato umanesimo, nel quale fede e ragione cooperino in fecondo dialogo alla promozione dell’uomo e all’edificazione dell’autentica pace”. Con queste parole, all’Angelus di domenica 24 luglio, BENEDETTO XVI ha dato di nuovo appuntamento ai giovani per la XX Giornata mondiale della gioventù che si svolgerà a Colonia dal 16 al 21 agosto (giornate di incontro dall’11 al 15 agosto).

Un invito a cui i giovani italiani hanno risposto in tanti. Saranno infatti oltre centomila, il gruppo più numeroso dopo i tedeschi che “giocano in casa” come ha ricordato recentemente don PAOLO GIULIETTI , responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile, con cui abbiamo tracciato un bilancio del tempo di preparazione, a pochi giorni dall’inizio della Gmg.

Oltre centomila giovani italiani a Colonia. Sono forse il segno di una Chiesa in salute?

“I numeri non sono una sorpresa. Il dato era nelle previsioni già da due anni. La qualità non è invece prevedibile. Ma la stiamo verificando girando nelle diocesi e nelle parrocchie dove la preparazione a questa Gmg dura da più di due anni. Giovanni Paolo II nel suo messaggio aveva raccomandato la preparazione spirituale non solo logistica. E da quello che abbiamo visto in questi anni le premesse perché la Gmg porti ancora più frutto nella Chiesa italiana ci sono tutte”.

Come avete supportato questa lunga preparazione dei giovani?

“Abbiamo pensato a fornire strumenti utili come il sito ufficiale italiano della Gmg, www.gmg2005.it, dove era possibile prendere visione e scaricare i sussidi, che sono stati anche stampati due volte; gli stessi quaderni, contenenti idee e attività, sono stati molto richiesti e utilizzati. A distanza di più di due anni l’impressione che ne ricavo, comprovata da molte visite e incontri fatti in tutta la Penisola, è che nelle diocesi si sia lavorato veramente bene e tanto. Credo che sia una delle Gmg più preparate dopo quella del Giubileo”.

Questo, nonostante l’età media dei giovani italiani a Colonia sia piuttosto bassa, se messa a confronto con le precedenti Gmg?

“L’età media bassa, più di un terzo dei giovani ha intorno ai venti anni, potrebbe essere un incognita o un limite, ma anche un fattore di sorpresa positiva. Vedremo come risponderanno i nostri giovani alle proposte della Gmg. Vorrei aggiungere che tra di loro ci saranno anche molti giovani che non frequentano abitualmente la Chiesa, la parrocchia e che arrivano a Colonia invogliati da amici, parenti fidanzati o fidanzate. Nel suo messaggio per Colonia, Giovanni Paolo II si era rivolto anche a loro. La loro presenza è una risposta”.

Cosa caratterizzerà la presenza italiana a Colonia?

“La capacità di accoglienza e di apertura. I nostri ragazzi saranno dei ponti con quelli di altri Paesi e culture. Se dovessi usare solo un termine la cattolicità. Questo il segno distintivo italiano a Colonia. Pochi hanno la capacità di aprirsi e di accogliere degli italiani”.

Dopo Colonia, Verona dove il prossimo anno si riunirà tutta la Chiesa italiana in ogni sua componente. Una tappa importante anche per i giovani…

“Certo e vogliamo arrivarci, anche qui preparati. Per il dopo-Colonia stiamo preparando dei sussidi dove affronteremo dei temi che riguardano anche il Convegno ecclesiale di Verona. Ripartiremo da Colonia su quelle tre direttrici che hanno segnato il nostro cammino: il protagonismo dei giovani nella Chiesa, la spiritualità e la testimonianza cristiana per la costruzione della civiltà dell’amore. Protagonisti, adoratori e costruttori le parole d’ordine dei giovani per Verona”.

(29 luglio 2005)