Pellegrini e rivoluzionari

DOPO LA GMG 2005

Due milioni di ginocchia piegate. Quelle dell’anziano Ratzinger e dei giovani di Marienfeld, davanti al Signore nell’Eucaristia: sono la splendida icona della Gmg di Colonia. Il Papa che si fa maestro e insegna, stupendamente, che Cristo, lì presente, è la Stella, il Re da riconoscere, e adorare. Accade ogni volta che questa sorprendente moltitudine di ragazzi si ritrova alle Giornate mondiali della gioventù. Ciascuno ci arriva seguendo una sua stella particolare. C’è chi conclude un lungo percorso di preparazione; chi vuole vivere un momento forte di fede; chi cerca semplicemente una settimana di amici e di incontri; chi si porta dietro inquietudini, dubbi, angosce. Ma tutti portano dentro una speranza.

Benedetto lo ha capito e, incontrandoli per la prima volta, ha mostrato loro, con l’indice fermo e lo sguardo di un vero padre, la stella da seguire insieme. E così ora non si ritorna. Si parte. Il milione di giovani di Marienfeld non ha lasciato la spianata per fare rientro a casa: si è rimesso in cammino per proseguire il suo pellegrinaggio. A Colonia Benedetto XVI ha conquistato il cuore dei giovani. Il Papa ha trovato il suo stile: affettuoso, premuroso e, insieme, fermo nella sua proposta, senza sconti. La proposta di Gesù che “nulla toglie, e tutto dona”. La proposta di mettersi, insieme, alla sua sequela, sull’unica strada praticabile, quella dei santi.

La sfida di Benedetto ai suoi giovani è risuonata forte nella notte di Marienfeld, una Betlemme del terzo millennio, luminosa di fiammelle di ceri, e di cuori. Seguire la via dei santi, “i veri riformatori. Solo dai santi, solo da Dio viene la vera rivoluzione, il cambiamento decisivo del mondo”. È la sfida di fare la rivoluzione. Non quella fallimentare delle ideologie, che hanno fatto “del relativo l’assoluto”. Ma quella dell’amore, quella che viene da Dio. L’Amore che sta dentro e davanti l’adorazione “ad-oratio, bacio, abbraccio e quindi in fondo amore”. Il mondo cambiato da un bacio. Il Papa ha risposto alla sete dei giovani di proposte forti, di scelte di vita senza compromessi, rivoluzionarie. E i giovani lo hanno subito ricambiato, in un abbraccio che dimostra che non è Karol, né Joseph, ma Pietro che siede davanti a loro, Pietro quello a cui, ancora una volta, hanno chiesto di mostrargli il Signore.

E Benedetto lo ha fatto, lungo tutta la settimana di Colonia. Nel giorno del suo arrivo lungo il Reno, nocchiero della barca della Chiesa. Negli incontri con le comunità ebraiche e musulmane, maestro del dialogo e vero “pontefice”, costruttore di ponti e di pace. Nell’adorazione di Marienfeld. Nella messa conclusiva, “celebrazione eucaristica che continua nella vita”. Ora i nuovi Magi di Colonia riprendono la marcia. Hanno il cuore pieno di emozione ed è questo che adesso interpella tutta la Chiesa: trasformare le emozioni in passioni, far sì che non si disperdano, che non sfumino al contatto con la quotidianità, che non evaporino al calore del giorno dopo giorno.

Bisogna che questa emozione diventi passione per la Chiesa e per la città. Passione per l’edificazione della Chiesa, dove i giovani non possono far mancare il loro contributo insostituibile, senza il quale le comunità dei credenti sarebbero troppo povere. Passione per la costruzione della città dell’uomo, perché essa assomigli il più possibile al Regno di quell’unico Re riconosciuto e adorato nella notte di Marienfeld.

La stella cometa segna, luminosa, la via. La via dei rivoluzionari dell’amore. È da sempre una strada stretta e tortuosa, faticosa e bellissima insieme. Tutta la Chiesa – giovani in testa – deve percorrerla: e convincere gli uomini che si farà la rivoluzione con l’amore. Che riempirà la vita di ciascuno e, davvero, sì cambierà il mondo.

Simone Esposito – vicepresidente giovani Azione Cattolica Italiana

(22 agosto 2005)