“Suscitare attenzione e ascolto verso le popolazioni sofferenti e private di ogni diritto del Darfur”: lo ha chiesto il card. Karl Lehmann, arcivescovo di Magonza e presidente della Conferenza episcopale tedesca, condannando “le massicce violazioni dei diritti umani” nella regione sudanese, durante una conferenza stampa che si è svolta ieri a Bonn. Se è un “segno di speranza” il fatto che lo scorso 31 agosto si siano incontrati per la prima volta in parlamento i protagonisti della guerra civile in corso da oltre 20 anni, per gli abitanti del Darfur la libertà è ancora lontana: pulizia etnica, violenze, incendi dolosi hanno provocato la morte di oltre 300.000 persone, secondo gli osservatori delle Nazioni Unite, oltre ai 2 milioni di rifugiati nei Paesi confinanti. E tuttavia, ha denunciato il card. Lehmann, “il conflitto del Darfur non ha ancora raggiunto nella politica internazionale, l’interesse necessario per rispondere ai bisogni di così tante persone”.