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Si è svolto a Alpbach, in Austria, dal 28 al 31 agosto, l’annuale Forum politico europeo al quale hanno partecipato, tra gli altri, i ministri degli esteri della Repubblica di Serbia e Montenegro, Romania e Georgia e membri della Commissione e Parlamento europeo. Parte del programma è stato consacrato al ruolo delle Chiese e delle religioni nell’Unione europea. In questo quadro sono intervenuti il vescovo Hilarion di Vienna e Austria, rappresentante della Chiesa ortodossa russa presso le Istituzioni europee, il ministro italiano per la cultura Rocco Buttiglione, il vescovo cattolico Josef Homeyer, presidente della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece), M. R. Feidzic, Capo della comunità musulmana del Montenegro e Hans Vöking, esperto di dialogo cristiano-islamico per la Comece. Nel suo intervento il vescovo ortodosso Hilarion ha insistito sulla necessità di mantenere un dialogo aperto e regolare dell’Unione europea con le Chiese e le organizzazioni religiose. “Se non si tiene conto della visione religiosa del mondo, l’Europa non sarà mai considerata come una patria per milioni di perso i cui valori e condotta hanno ragioni religiose”. Il mufti Feidzic ha fatto notare che se attualmente la percentuale dei musulmani nei paesi europei gira attorno ai 3,5-5,5 per cento, questa percentuale raggiunge il 15% tra i giovani e i bambini per cui in futuro l’islam rappresenterà una parte importante per la società europea, destinata a crescere. Il vescovo cattolico Homeyer ha ricordato che il cristianesimo ha dato all’Europa più che una religione: le ha dato un’etica, una cultura, e l’arte ed ha esercitato una influenza anche sul sistema legislativo. “Rinunciando a questa eredità cristiana, l’Europa perderebbe la sua identità”.