“Il progetto europeo si trova davanti a un momento cruciale. Abbiamo bisogno di una nuova visione del futuro. Una visione che porti nuovi sogni e che abbia senso per i giovani”. Il presidente del Parlamento europeo, Josep Borrell, è intervenuto nei giorni scorsi ad un seminario promosso dalla città spagnola di Santander, sul tema del futuro dell’integrazione europea. Nel suo discorso, Borrell ha affermato: “Il voto in maggioranza negativo della gioventù francese al referendum sulla Costituzione europea è un dato che non può passare inosservato. Questi giovani hanno percepito il divorzio tra il simbolico (l’incorporazione della parola Costituzione e le modificazioni costituzionali) e il reale (il contenuto delle politiche concrete che non rappresentavano cambiamenti trascendentali o facilmente spiegabili)”. Tale “scarto tra il reale e il simbolico si sta verificando ovunque”, ha detta di Borrell, che ha fatto seguire alcuni esempi nazionali. “Se il progetto europeo non si collega con il reale, con le preoccupazioni dei cittadini, non riuscirà a coinvolgerli e a interessarli”. Del resto il “progetto dell’integrazione comunitaria è nato da poche menti; ora c’è il rischio di perdere non solo una parte di passeggeri, ma di interrompere l’intero viaggio. Ossia la possibilità di realizzare una forma di integrazione politica in grado di svolgere un ruolo di primo piano nel mondo globalizzato”. L’invito è dunque ad approfondire il dibattito sul futuro d’Europa, su “ciò che vogliamo realizzare assieme”, sui grandi obiettivi e valori comuni: “E’ questo il miglior modo di affrontare il nostro futuro”.