A Barcellona durante l’estate si sono verificati molti furti compiuti da baby-gang, che hanno creato conflitti con i turisti e con la popolazione locale. Mentre il comune sta cercando una soluzione, la Caritas di Barcellona e altre ong e sindacati chiedono di “chiarire l’origine del disagio e non criminalizzare tutti i poveri”. Àngels Cardona, della Caritas diocesana di Barcellona, ha spiegato che “la strada è sempre più il posto di chi non ha casa, anche dei giovani, e questo non va criminalizzato ma capito: queste persone stanno dimostrando che c’è un problema di alloggio, e bisogna fare qualcosa”. Il fatto che molti dei furti siano stati compiuti da gang di bambini venuti dalla Romania ha sollevato il problema di gestire la scolarizzazione dei nomadi: “Non possiamo parlare di mancanza di civiltà, ma di mancanza di risorse sociali”, avvertono le associazioni. La portavoce delle ong, Begoña Sánchez, ha fatto sapere che alcuni politici stanno peggiorando la situazione con “dichiarazioni xenofobe che mettono a rischio la convivenza”. La Caritas di Barcellona ha assistito 21.018 persone nel 2004, di cui il 75% stranieri.