Irlanda: lettera pastorale sullo sviluppo internazionale” “

Condividere i successi, creando una struttura globale di solidarietà per arrivare ad una civiltà dell’amore. Questi gli obiettivi della recente lettera pastorale sullo sviluppo internazionale “Verso un bene comune globale” della Conferenza episcopale irlandese. “Negli anni scorsi l’Irlanda ha raccolto il frutto dello sviluppo economico mondiale – si legge nella lettera – sfortunatamente questi non sono divisi equamente”. Non dobbiamo però dimenticare “che siamo parte di un’economia globale. Le politiche che vengono intraprese hanno effetti sui successi e sulle possibilità degli altri”. Proprio in relazione a questo si ricorda l’importanza dell’interdipendenza, già citata nel Catechismo della Chiesa cattolica, che oggi è “in crescita nel mondo moderno. È più di una realtà sociale ed economica, è anche una realtà spirituale e morale. Essere umani significa essere chiamati ad essere solidali con gli altri. Questa solidarietà trova la sua massima espressione nel grande comandamento dell’amore”. Solidarietà che, come nella prima Chiesa, era “associata alla celebrazione dell’eucarestia”. Questa pratica secondo la Conferenza episcopale irlandese “è ancora attuale. Come disse Giovanni Paolo II, l’eucarestia non è semplicemente un’espressione di comunione con la vita della Chiesa, ma è anche un progetto di solidarietà con tutta l’umanità”. Non bisogna quindi dimenticarsi dei fratelli poveri: “oltre 800 milioni di persone nel mondo patisce la fame. In Irlanda le aspettative di vita sono di 77 anni e sono in crescita, in Paesi come lo Zambia è di 37 anni ed è diminuzione”. È quindi evidente la presenza di “forti diseguaglianze nel mondo”, per questo l’invito al governo irlandese raggiungere i Millennium development goals sottoscritti nel 2000.