italia" "
Il presidente della Cei, card. Ruini, su Ue, Gmg, terrorismo, "pacs"” “
Un invito a non “minimizzare” la “pesante battuta d’arresto” dell’Europa, ridefinendone gli “obiettivi” tramite “una sincera assunzione di responsabilità da parte dei governi”. A rivolgerlo è stato il card. CAMILLO RUINI , presidente della Cei, che, aprendo il 19 settembre il Consiglio permanente dei vescovi italiani, si è soffermato sul “cammino dell’Unione europea”, che “ha subito una pesante battuta d’arresto con l’esito negativo dei referendum sul Trattato costituzionale in Francia e in Olanda, a cui ha fatto seguito il mancato accordo sul finanziamento del bilancio comunitario al vertice dei capi di Stato e di governo” tenutosi in giugno a Bruxelles. Una “pausa di riflessione”, quella che ha dato luogo alla proroga dei termini entro i quali ratificare il Trattato, che per la Cei “non è il caso di minimizzare”, vista “la serietà dei problemi e le implicazioni delle scelte che l’Unione europea ha davanti a sé”, e che chiedono “quasi di ridefinire i propri obiettivi e di proporzionare ad essi le strutture dell’Unione e i suoi eventuali ulteriori allargamenti”. “Una sincera assunzione di responsabilità da parte dei governi” e una “più coerente applicazione del principio di sussidiarietà”: queste le richieste dei vescovi italiani affinché “nel sentimento dei popoli l’appartenenza all’Europa unita non sia percepita come confliggente con le singole appartenenze nazionali, ma piuttosto come la condizione perché le nazioni stesse, insieme, possano avere un futuro adeguato”. Tra gli avvenimenti “significativi” sul piano europeo, Ruini ha citato il 25° anniversario della nascita di Solidarnosc e l’annuncio dell’Ira di rinunciare “definitivamente” alla lotta armata, definendolo “una svolta storica per l’Irlanda”. (Versione integrale su old.agensir.it.). LA GMG E LO “STILE” DELLA CHIESA UNIVERSALE. Ciò che fa della Chiesa non una “collettività anonima” ma una “comunione di persone” è il “legame intrinseco della Chiesa con il Cristo eucaristico, che abbraccia tutti i continenti, le culture e le nazioni”. Il card. Ruini ha sintetizzato così una delle caratteristiche dello “stile” che Benedetto XVI ha impresso alla XX Gmg. Tra i momenti più “significativi” di Colonia ha citato la visita alla Sinagoga e l’incontro con i rappresentanti delle altre chiese e comunità cristiane e della comunità musulmana: momenti in cui sono emersi lo “spirito” e l'”atteggiamento” di “sincera e universale accoglienza” ed il “peculiare carisma di tenere insieme apertura universale e identità cattolica” tipici del nuovo Pontefice. IL TERRORISMO E LE “SFIDE” ALLA PACE. Sul piano internazionale, per la Chiesa italiana “la minaccia peggiore, perché moralmente devastante rispetto ai vincoli della convivenza umana, rimane quella del terrorismo”. Menzionando gli attentati di Londra e Sharm el Sheik, Ruini ha sottolineato che “a questa minaccia, che non può avere giustificazioni, occorre continuare a reagire nella maniera più efficace e solidale, senza però commettere l’errore di riconoscere ai terroristi il titolo, infondato, di rappresentanti del mondo islamico”. Per reagire alle “preoccupanti” stragi in Iraq, che “colpiscono soprattutto la popolazione civile”, secondo la Cei “appare indispensabile insistere nel coinvolgimento democratico della popolazione, che nonostante tutto continua a dare segni di una grande volontà di riscatto e di ripresa, e fare ogni sforzo per raggiungere accordi condivisi tra tutte le componenti”, a partire dalla nuova Costituzione. In Terra Santa, il ritiro da Gaza, “può rappresentare un passo importante verso la pace”, ma il “percorso” “rimane molto arduo e accidentato”. “PACS” E IL “RUOLO SOCIALE” DELLA FAMIGLIA. I “pacs” prefigurano un “piccolo matrimonio”, cioè “qualcosa di cui non vi è alcun reale bisogno e che produrrebbe al contrario un oscuramento della natura e del valore della famiglia e un gravissimo danno al popolo italiano”. Ruini ha rivendicato la “tutela della famiglia fondata sul matrimonio”, che “deve essere difesa”, come ha auspicato Benedetto XVI nel suo discorso al Quirinale, “da ogni attacco mirante a minarne la solidità e a metterne in questione la stessa esistenza”. In materia di “riconoscimento giuridico pubblico delle unioni di fatto”, ha ricordato “l’insegnamento della Chiesa è chiaro ed offerto a tutti”. In Italia non va mai perso di vista “il grandissimo ruolo sociale svolto dalla famiglia”. Per quelle “unioni”, invece, che “abbiano desiderio o bisogno di dare una protezione giuridica ai rapporti reciproci esiste anzitutto la strada del diritto comune. Qualora emergessero alcune ulteriori esigenze, specifiche e realmente fondate, eventuali norme a loro tutela non dovrebbero comunque dar luogo a un modello legislativamente precostituito e tendere a configurare qualcosa di simile al matrimonio, ma rimanere invece nell’ambito dei diritti e dei doveri delle persone”, così da “valere anche per convivenze non di indole affettivo-sessuale”.