Una doppia tornata elettorale attende la Polonia, a pochi mesi dalla scomparsa di Giovanni Paolo II: domenica 25 settembre i cittadini saranno chiamati alle urne per il rinnovo del Parlamento, mentre il 9 ottobre sarà la volta della scelta del nuovo Presidente. Il clima politico è molto acceso nel Paese, mentre il post-comunista Alexander Kwasniewski, attuale presidente, non potrà ricandidarsi. I sondaggi delle ultime settimane danno al 10% il partito attualmente al governo, l’Alleanza democratica di sinistra, mentre assegnano un 40% al partito liberale di Piattaforma Civica e un 23% al partito Legge e Giustizia. Sul tema elettorale sono intervenuti i vescovi polacchi con una nota nella quale invitano i cittadini a prendere parte alle elezioni. “Da quali persone eleggeremo al Parlamento dipenderanno le leggi che verranno promulgate ed anche la qualità e l’efficacia del governo che il Parlamento formerà” scrivono nella nota. “Tutto dovrebbe far sì che le leggi servano alla dignità dell’uomo e della famiglia, che i rappresentanti da noi eletti siano desiderosi e capaci di curare con giudizio il bene comune”. Secondo la Conferenza episcopale polacca, inoltre, occorrerà che il nuovo Parlamento “operi per la tutela dell’inalienabile diritto alla vita, dal concepimento alla morte naturale, dei diritti dell’uomo fra i quali quello al lavoro e dei fondamentali diritti della famiglia garantiti da una vera politica a suo favore”. Nella nota si parla di “difesa della vita e del matrimonio compreso come legame duraturo fra un uomo e una donna. Perciò è importante chi eleggiamo”. Da ultimo fanno riferimento agli insegnamenti di Giovanni Paolo II che ha ripetutamente ricordato: “Il diritto e il dovere di partecipare alla vita politica riguarda ogni cristiano”.