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Benedetto XVI invitato in Turchia” “
Il presidente turco Ahmet Necdet Sezer ha invitato il Papa per un visita ufficiale in Turchia nel 2006. A dare la notizia è stato lo scorso 15 settembre il ministro degli Esteri turco che in un comunicato sottolinea che “la Turchia segue da vicino gli sforzi di Benedetto XVI per rafforzare il dialogo e la tolleranza tra le religioni… In tale contesto il presidente, per contribuire ai suoi sforzi miranti a promuovere il dialogo tra le civiltà ha invitato il Papa per una visita ufficiale nel 2006”. Più volte annunciato l’invito delle autorità turche spiana la via alla visita di Benedetto XVI al Paese della Mezzaluna. Già ai primi di maggio di quest’anno il Papa aveva ricevuto il medesimo invito dal Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I. Ne abbiamo parlato con il presidente dei vescovi turchi e arcivescovo di Smirne, mons. Ruggero Franceschini . Dopo l’invito formale di Ankara la visita del Papa sembra certa… “Ci aspettavamo questa notizia. Anche la Conferenza episcopale turca ha invitato il Papa, con una lettera datata lunedì 12 settembre, perché venga a visitare la Chiesa che è in Turchia. Una missiva che va ad unirsi all’invito dello Stato turco”. Cosa scrivete nella lettera? “Diciamo che contiene tre auspici: un incontro con lo Stato turco, quello con la Chiesa turca e nell’occasione anche una visita agli Ortodossi. In particolare esprimiamo il desiderio che il Papa incontri le autorità turche per parlare con loro soprattutto del riconoscimento giuridico della Chiesa. Nello stesso tempo esprimiamo l’urgenza di far conoscere alla Chiesa universale la Chiesa turca, con i suoi vescovi, i religiosi che sono tanti, preti e fedeli. Abbiamo bisogno di non essere dimenticati spiritualmente e materialmente. Manchiamo di mezzi materiali. Sarà un incontro che coinvolgerà la vita spirituale e materiale”. E riguardo al dialogo ecumenico ed interreligioso? “Il desiderio è anche quello di vedere il Papa a Smirne dove musulmani, cattolici, protestanti e ortodossi vivono d’accordo. Qui si potrebbe celebrare una liturgia della Parola, presieduta dal Papa. Una visita resa già in passato da Giovanni XXIII e da Paolo VI. A Smirne celebreremo la Theotokos e ricorderemo il concilio di Efeso proprio dentro le rovine della basilica e sulla tomba di San Giovanni. Quindi in mezzo alle rovine della Efeso antica”. La visita del Papa sarà carica anche di motivi politici, basti pensare alla richiesta turca di entrare nell’Ue… “Di fronte ai Turchi si nota un certo rifiuto psicologico da parte dell’Europa. La storia accusa molto e pesa, quindi c’è paura. Credo il Papa potrebbe essere un traghettatore della Turchia in Europa sottolineando non tanto la diversità quanto le regole comuni e condivise al di qua e al di là del Bosforo”. Qualcuno ricorda un’intervista a ‘Le Figaro’ in cui l’allora card. Ratzinger, parlando dell’ingresso della Turchia in Europa, aveva manifestato, secondo molti commentatori nel Paese, qualche perplessità, soprattutto tenendo conto della popolazione a maggioranza islamica… “I turchi non sono naturalmente musulmani, ma nestoriani, provengono dai confini della Mongolia e nella loro storia anche i cristiani hanno un ruolo che noi abbiamo in qualche modo riportato alla luce. Basti dire che in tutta l’Anatolia avevamo collegi maschili e femminili, lodati dallo stesso Sultano e che le nostre vecchie proprietà portavano il suo “firmano”, ovvero il titolo di proprietà concesso dal sultano stesso. Oggi non è più riconosciuto ma resta un titolo. Con l’avvento della repubblica fu necessario convertire i titoli del Sultano in quelli della Repubblica. Ma il rispetto è rimasto. Non dimentichiamo che la Turchia è l’unico Paese a maggioranza islamica dove sia stata eretta una statua di un Papa, Benedetto XV, per ricordarne l’impegno a favore della pace e dei diritti dei cristiani. La visita di Benedetto XVI potrebbe, dunque, segnare la ripresa di questo cammino e aiutare nel contempo la Chiesa turca”.