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“La Francia ha il dovere della memoria nei loro confronti” e di fronte a “al razzismo e all’antisemitismo che a volte sembrano guadagnare terreno, la Federazione protestante di Francia richiama a questo dovere senza esclusioni le autorità civili”. È il passaggio conclusivo del messaggio rivolto alle autorità francesi dal presidente della Federazione, il pastore Jean-Arnold de Clermont, in occasione del Convegno annuale tzigano che si è svolto recentemente a Pamiers, cittadina del dipartimento francese de l’Ariège, sui Pirenei, e ha visto la partecipazione di 20mila nomadi. Intervenuto all’incontro, il presidente de Clermont ha rivolto un saluto alla Missione evangelica tzigana di Francia (membro della Federazione protestante di Francia dal 1975) assicurando “la propria preghiera per il rinnovamento spirituale delle sue comunità nella fedeltà al Vangelo di Cristo”, e ha quindi letto, davanti alla comunità evangelica riunita sotto un grande tendone, il messaggio che è stato successivamente inviato alla stampa. “In questo anno in cui si ricorrono i sessant’anni dalla liberazione dei campi di sterminio nazisti – ha detto il pastore – la Federazione protestante di Francia ricorda in modo particolare come la popolazione tzigana, in Francia e in tutta Europa, sia stata massacrata. Da 300 a 500mila tra uomini, donne e bambini, hanno conosciuto la stessa morte tragica dei loro fratelli ebrei. Massacrati nei loro villaggi, bruciati vivi nelle tende, o lasciati morire di stenti o nelle camere a gas di Auschwitz, Dachau. Buchenwald”. Denunciando “il profondo silenzio che ancora circonda questi drammatici eventi”, de Clermont ha osservato che in Francia “solo cinque steli rendono omaggio alla memoria degli tzigani”. Di qui l’appello conclusivo alle autorità civili “al dovere della memoria senza esclusioni”.