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Sinistra sconfitta. Ampia vittoria del Centro-destra. Pochi i votanti” “
Vittoria dei partiti di Centro e di Destra e crollo della Sinistra. I risultati delle elezioni politiche in Polonia, domenica 25 settembre, segnano la svolta dopo quattro anni di governo del presidente Kwasniewski. Stando ai risultati, non ancora definitivi, diffusi dalla Commissione elettorale nazionale, il Pis, partito di destra “Diritto e giustizia” raccoglie oltre il 25% dei consensi, seguito da “Piattaforma civica” (Po) con più del 23%. Seguono le altre formazioni politiche Samoobrona (13%), Alleanza della sinistra democratica (Sld) (meno dell’11%), la Lega delle famiglie polacche (meno dell’8%) ed il Partito dei contadini (Psl) con poco più del 7%. Vittoria delle Destre anche al Senato dove su 100 senatori 48 sono del Pis e 27 del Po. L’Alleanza della sinistra democratica ha solo un rappresentante. Intanto aumenta l’attesa per le elezioni presidenziali, previste, a meno di cambiamenti, nella settimana dal 17 al 24 ottobre. Sui risultati pesa, tuttavia, la scarsa affluenza alle urne (attorno al 40%). Ne abbiamo parlato con l’arcivescovo di Varsavia, mons. Slawoj Leszek Glòdz . Come giudica questi risultati? “Avrei apprezzato un maggior numero di votanti, nonostante gli appelli anche da parte dell’episcopato. Più della metà degli aventi diritto, infatti, non si è recato alle urne. Guardando ai risultati, che premiano i partiti di centro destra, Pis (Diritto e giustizia) e Po (Piattaforma civica), dove militano molti cattolici, mi sembra che formare un nuovo Governo non sarà impresa difficile”. Sono state le prime elezioni dopo Giovanni Paolo II. Sul voto ha forse influito un effetto-Wojtyla? “Direi di no, anche se utile ricordare che il Pis ed il Po hanno radici nel sindacato Solidarnosc. I leader di questi partiti si conoscono da molto tempo e provengono tutti da Danzica. Questo rende più facile il processo di governabilità e di stabilità”. Dopo 25 anni siamo di fronte alla fine dell’era post comunista? “È difficile dirlo. Nonostante si siano rinnovati i post comunisti non possono contare sull’appoggio delle nuove generazioni. Il futuro mi sembra, adesso, sia nel centro destra. Storicamente parlando in Polonia non sono mai esistiti partiti estremisti e sin da prima della Seconda guerra mondiale nel 1939, ma soprattutto organizzazioni politiche di centro”. Eppure la coalizione di sinistra che aveva retto le sorti del Paese fino ad oggi ha portato la Polonia nell’Unione europea… “L’ingresso in Europa, ed aggiungo anche nella Nato, era stato in qualche modo preparato dai partiti di Centro e di destra, forti della radice di Solidarnosc. In alcuni giornali oggi si legge che in Polonia hanno vinto i partiti antieuropeisti. Non è così. La grande maggioranza dei partiti vittoriosi sono per l’Europa”. Quale futuro ha davanti a sè la Polonia? “Innanzitutto di stabilità, visto l’esito delle elezioni. Il programma economico e delle riforme non è, salvo qualche ritocco, molto diverso da quello portato avanti dal precedente governo. Ma vista la vicinanza di vedute tra i partiti vincenti credo che verrà formata una grande coalizione, nella quale, è bene ricordarlo ci sono molti cattolici”. Questa presenza ha un qualche significato? “Pensiamo alla concezione della vita, dell’aborto, dell’eutanasia e ai temi legati alla bioetica e alle nuove biotecnologie. Oppure alle politiche familiari, alla difesa della famiglia come valore fondante della società. C’è identità di vedute tra tutti i partiti usciti vincitori dalle urne: quindi no all’aborto, no alla clonazione, no all’eutanasia e no alla sperimentazione sugli embrioni… Non ci sarà nessuna deriva zapateriana in Polonia”.