Nel 2004, 194,5 milioni di persone dai 15 in su hanno lavorato nell’Europa a 25. La percentuale di lavoratori tra i 15 e i 64 è stata del 63,3%. Nel 2000 fu del 62,4%. La percentuale delle donne lavoratrici nel 2004 è stata del 55,7%. Per quanto riguarda le persone con età compresa tra i 55 e i 64 anni la percentuale è arrivata al 41% crescendo rispetto al dato del 2000 che registrava il 36,6%. Questi i dati elaborati da Eurostat che ha analizzato i numeri dei lavoratori anche nei singoli Stati dell’Unione europea. Al primo posto, per quanto concerne i dati dei lavoratori tra i 16 e i 64 anni, è la Danimarca (70%), seguono l’Olanda (73,1%), la Svezia (72,1%), il Regno Unito (71,6%). Agli ultimi posti di questa classifica la Polonia (51,7%), Malta (54,1%), l’Ungheria (56,8%) e la Slovacchia (57%). Danimarca e Svezia registrano la più alta percentuale di donne lavoratrici nel 2004, mentre Malta, Italia e Grecia (circa 32%), si trovano nel gradino più basso. In particolare, Malta registra la differenza maggiore tra occupazione maschile e femminile con un divario del 42%, seguita dalla Grecia con un tasso quasi del 30%, in Spagna e Italia il divario è del 25%. Svezia (3%), Finlandia (4%), Estonia (6%) registrano le differenze minori. Per quanto riguarda invece le persone in età avanzata, ovvero tra i 55 e i 64 anni, sono numerose a lavorare in Svezia (69,1%), Danimarca (60,3%), Regno Unito (56,2%), Estonia (52,4%), Finlandia (50,9%), Portogallo (50,3%), mentre sono poche in Polonia (26,2%), Slovacchia (26,8%), Austria (28,8%) e Slovenia (29%). Complessivamente nell’Unione a 25 le donne in questa fascia d’età lavorano il 31,7% contro il 50,7% degli uomini. Per lo più i contratti che vengono proposti sono a tempo determinato (14,4% per le donne, 13,2% per gli uomini) ma ogni Stato presenta differenze.