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In occasione dell’assemblea plenaria del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee), Roma 29 settembre 2 ottobre, sul tema “Il Concilio vaticano II e l’Europa. Quali indicazioni per l’Europa?” pubblichiamo la parte conclusiva della prolusione del presidente del Ccee, mons. Amedée Grab. La più grande sfida davanti alla quale ci troviamo attualmente è forse la negatività o il male. Siamo rimasti tutti sconvolti dall’uccisione durante la preghiera serale a Taizé di Frère Roger, la figura forse più conosciuta della riconciliazione nel mondo cristiano del ventesimo secolo. Sicuramente il modo in cui noi reagiamo a tali eventi sorprende un mondo nel quale la vendetta è all’ordine del giorno. Lo stesso vale per la provocazione del terrorismo che ha colpito nel cuore alcune delle nostre capitali. Questo non è il momento di abbandonare un sincero e calmo dialogo. Gli uomini probabilmente reagiscono con stupore di fronte al nostro impegno per la pace e il perdono, anche in situazioni così dolorose e sconcertanti, ma la nostra ferma via della pietà può garantire ad altri il dono della speranza. Una sfida che sicuramente sta a cuore a tutti noi è quella della confusione spirituale. Oggi è la festa degli arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele. L’ultimo giorno del nostro incontro, il 2 ottobre, che quest’anno cade in una domenica, è normalmente il giorno di festa degli angeli custodi. Sono queste bellissime ricorrenze, ma gli angeli che noi celebriamo non hanno niente a che vedere con quelli che vanno oggi per la maggiore: molti elementi del cristianesimo sono stati usurpati da persone e gruppi e vengono impiegati in modi alquanto bizzarri. Semplici cattolici e le persone in genere hanno bisogno di sapere cosa è bene e cosa è male in ambito spirituale, per questo vi è urgente bisogno di un lavoro di riorientamento. Devo dire che sono stato molto contento per la pubblicazione del Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica, quale eccellente mezzo di aiuto per trovare il proprio posto come cattolici in una cultura che non parla molto spesso del Dio del quale hanno sete. Durante la Giornata mondiale della gioventù a Colonia, Benedetto XVI disse ai vescovi tedeschi che l’adorazione non è un “lusso ma una priorità”. Come Pastori dobbiamo sostenere e guidare i fedeli nella loro ricerca di Cristo. Ancora il Santo Padre ha recentemente affermato: “la fede non è semplicemente l’adesione ad un complesso in sé completo di dogmi, che spegnerebbe la sete di Dio presente nell’animo umano. Al contrario, essa proietta l’uomo… verso un Dio sempre nuovo nella sua infinitezza”. Cosa deve dunque essere e fare la Chiesa oggi in Europa? Vi offro queste riflessioni al fine di condividere con voi la mia convinzione che l’amore per l’umanità ispirato dalla fede può permettersi di essere coraggioso, alla scuola dei Papi. Evidentemente gli uomini sanno di aver bisogno di una guida e si affideranno a colui che li convincerà del fatto che essi contano. Io penso che la folla dei giovani a Colonia abbia sperimentato proprio questo nel Santo Padre. La Chiesa deve convincere gli europei che essi sono importanti per Dio e quindi anche per noi.