IRLANDA" "
L’Ira annuncia l’avvenuta distruzione del suo arsenale ” “
L’Ira, Irish Republican Army, ha completamente distrutto il suo arsenale. A dare l’annuncio a Belfast, il 26 settembre, il canadese John de Chastelain, capo degli osservatori internazionali. L’annuncio segue quello del luglio scorso della fine della lotta armata con cui l’Ira si impegnava a perseguire con soli mezzi politici l’obiettivo della fine del dominio britannico sulle sei contee del Nord e la riunificazione dell’Irlanda. Alla distruzione delle armi hanno assistito due sacerdoti, il cattolico Alex Reid ed il metodista Harold Good. Fra le armi distrutte vi sono fucili, mitragliatrici, mortai, missili, pistole, oltre ad esplosivi, sostanze esplosive e munizioni. Soddisfazione è stata espressa dal leader inglese Tony Blair per il quale si è compiuto “un importante passo avanti per lo sviluppo del processo di pace”. Dello stesso avviso anche il premier irlandese Bertie Ahern : “L’annuncio che l’Ira ha mantenuto l’impegno di mettere fuori uso le proprie armi è di importanza storica”. Molto più caute le reazioni da parte unionista. Per Jeffrey Donaldson , del partito protestante unionista Dup “è necessaria una maggiore trasparenza. Sul disarmo non ci hanno fornito dettagli sufficienti”. Così anche Ian Paisley capo dell’Ulster Unionist Party, il primo partito dell’Irlanda del Nord: “Non sappiamo quante pistole e quanti esplosivi sono stati distrutti e non ci è stato detto come sono stati distrutti”. IL DIALOGO HA SOSTITUITO LA VIOLENZA. Una misura “immensamente significativa”, in termini di “costruzione di fiducia”, a favore di “una società più pacifica e stabile” nell’Irlanda del Nord. Così i vescovi cattolici dell’Irlanda del Nord, nel corso dell’Assemblea generale autunnale (svoltasi il 26 settembre) hanno definito l’annuncio di un completo disarmo da parte dell’Ira, confermato dalla Commissione internazionale indipendente sul disarmo (Iicd) e da due testimoni indipendenti, don Harold Good e fratel Alex Reid. “Diamo il benvenuto alla conferma da parte dell’Iicd e dei due testimoni ecclesiali indipendenti che l’Ira ha onorato gli impegni presi nella sua decisione del 28 luglio scorso”, si legge in una nota in cui i vescovi definiscono tale atto “una misura immensamente significativa, in termini di costruzione di fiducia, a favore di una società più pacifica e stabile nell’Irlanda del Nord”. “L’annuncio proseguono i presuli è la prova degli sforzi intrapresi da tutti coloro che, negli anni, hanno coraggiosamente lavorato per sostituire alla violenza il dialogo”. L’auspicio dei vescovi irlandesi è che “chi esercita una funzione di guida contini ad affermare il processo politico come mezzo per risolvere ogni questione rimanente nella ricerca della pace. Chiediamo a tutti i gruppi paramilitari di dichiarare il loro impegno ad usare esclusivamente mezzi pacifici e democratici”. SANARE LE MEMORIE FERITE. Anche la Chiesa anglicana di Irlanda esprime la sua profonda soddisfazione per l’annuncio di un completo disarmo da parte dell’Ira. “Ogni distruzione di armi terroristiche scrive in un comunicato l’arcivescovo anglicano Robin Eames, primate di tutta l’Irlanda è caldamente ben accolta”. L’annuncio aggiunge – “rappresenta un passo importante. Per tutti noi può diventare il segno di un progresso verso una società pacifica e giusta se preannuncia la fine di tutta la criminalità e violenza in futuro”. L’arcivescovo si appella ai responsabili politici del Paese affinché riflettano attentamente su quanto accaduto ieri e “misurino le loro risposte molto attentamente”. Eames esprime poi “pieno rispetto” per “l’integrità e il giudizio” del reverendo Harold Good e di fratel Alex Reid, i due testimoni indipendenti che hanno seguito il disarmo. Il comunicato termina con un ricordo “di tutti coloro che hanno perso i loro cari a causa del terrorismo dell’Ira. Per loro oggi deve essere un momento di profonda emozione e memoria”. L’arcivescovo anglicano di Dublino, John Neil scrive: “Ora dobbiamo creare una cultura che sappia rifiutare la violenza. È la condizione per sanare memorie ferite. Solo una simile riconciliazione delle memorie può condurre alla fiducia senza la quale non è possibile costruire la pace”. Scheda: undici anni di negoziati Il disarmo dell’Irish Republican Army si è concluso dopo 11 anni. Il 31 agosto 1994 l’Ira annuncia “la completa cessazione delle operazioni militari”. Il 9 febbraio 1996 segna la fine del cessate il fuoco con una bomba dell’esercito repubblicano ai Docklands di Londra. Due morti e milioni di sterline di danni. L’anno dopo, il 20 luglio 1997, l’Ira ripristina il cessate il fuoco. Il 10 aprile 1998 la firma degli accordi di pace. Il 2 dicembre 1999 si insedia, dopo venti mesi di negoziato, il primo governo semiautonomo nordirlandese con unionisti protestanti e repubblicani cattolici. Resta in carica due mesi prima che Londra lo sospenda per riprendere il governo diretto. Con la decisione dei repubblicani di cominciare il processo di distruzione del loro arsenale il governo di Belfast è reinsediato. Tra l’agosto del 2001 e l’ottobre 2003 l’Ira distrugge una quantità imprecisata di armi e presenta un piano per la loro completa distruzione. L’8 dicembre 2004 l’accordo sembra cosa fatta. L’Ira è pronta a distruggere tutto il suo arsenale ma i negoziati si interrompono sulla richiesta dell’unionista Ian Paisley di una prova fotografica. È il 28 luglio 2005 quando l’Ira dichiara la fine della lotta armata. Due mesi dopo, il 26 settembre, l’annuncio della completa distruzione dell’arsenale.