La diocesi di Càdiz e le migrazioni” “

“Profonda costernazione” e un appello all’Unione europea perché dia “una risposta degna e giusta” al problema delle migrazioni attraverso “una politica decisa ed efficace di cooperazione”. Questo quanto espresso nei giorni scorsi dalla diocesi spagnola di Cádiz e Ceuta, per voce del segretariato diocesano per le migrazioni, alla notizia dei cinque morti e del centinaio di feriti alla frontiera che separa l’enclave spagnola di Ceuta con il Marocco. Una tragedia dovuta alla calca creatasi durante un tentativo di scavalcamento, da parte di circa 600 migranti, delle barriere che separano dal territorio spagnolo. “La vita di ogni persona umana è sacra – dichiara la diocesi, presieduta dal vescovo mons. Antonio Ceballos Atienza – e nulla può giustificare queste tristi perdite in vite umane. Dobbiamo sentirci tutti interpellati da quanto sta accadendo in questa zona. La pressione migratoria dei cittadini provenienti da diversi Paesi africani in queste zone di frontiera è solo il segno dei grandi problemi di ingiustizia, disuguaglianza, povertà e gravi malattie presenti in questi Paesi africani”. Certo, osserva la diocesi, “le migrazioni non sono lo strumento adeguato per dare risposte a questi gravi problemi, che richiedono invece l’impegno delle società democratiche nei Paesi d’origine e una politica decisa ed efficace di cooperazione da parte dell’Occidente e dei Paesi dell’Unione europea. Però comprendiamo i motivi per cui molti cittadini vogliono intraprendere l’esodo migratorio per migliorare la propria situazione e quella della propria famiglia. L’Unione europea – afferma – dovrebbe tener conto di queste situazioni e dare una risposta degna e giusta in collaborazione con i Paesi di origine”. La diocesi di Cádiz e Ceuta riafferma la sua volontà di “collaborazione e impegno al servizio della costruzione di una società fraterna e giusta nella quale gli immigrati possano integrarsi pienamente”.