“Se il governo ucraino vuole veramente raggiungere un accordo di associazione con l’Unione europea entro il 2007, deve iniziare da subito a riformare il sistema di giustizia penale, sradicare la tortura e assicurare giustizia alle vittime”: è quanto si legge in un Rapporto di Amnesty international diffuso nei giorni scorsi, nel quale si denuncia l’utilizzo della forza e della tortura da parte delle forze dell’ordine ucraine per estorcere confessioni e testimonianze ai detenuti. Il Rapporto descrive l’impunità di cui beneficiano nel Paese gli agenti di polizia responsabili dei maltrattamenti, e mette in luce le debolezze del sistema di giustizia penale ucraino che favoriscono la diffusione della tortura. Tra queste, le cattive condizioni dei centri di detenzione preventiva e la mancanza di garanzie per i prigionieri. “Le autorità ucraine ammettono che la polizia abusi dei propri poteri per chiudere il maggior numero possibile di casi con qualsiasi mezzo” afferma il Rapporto. L’operato della polizia è alimentato anche da un alto livello di corruzione: “è noto che gli agenti picchiano i detenuti per estorcere loro denaro”. Il Rapporto rivolge, a conclusione, venti raccomandazioni alle autorità ucraine contro la tortura e il fenomeno dell’impunità.