La riscoperta dei giovani

IL SINODO

Alla sesta Congregazione generale (6 ottobre), “il Papa è arrivato con un minuto di ritardo, ma con in mano la borsa nera del Sinodo”. A riferirlo ai giornalisti è stato don GIORGIO COSTANTINO, addetto stampa per il gruppo linguistico italiano, durante il “briefing” del 6 ottobre con i giornalisti. Oltre a recitare la preghiera iniziale e quella finale, di solito Benedetto XVI incontra ogni giorno uno dei 13 gruppi in cui sono raccolti i 256 padri sinodali. “Oggi ha fatto un minuto di ritardo – ha riferito don Giorgio – ma il suo segretario ci ha fatto notare che lo stesso Pontefice portava in mano la borsa del Sinodo, segno che il Papa stava lavorando”. Illustrando ai giornalisti l’atteggiamento del Papa durante i lavori sinodali, don Costantino ha detto che “sta seduto al tavolo della presidenza, è attento nell’ascolto, saluta e ringrazia i padri all’inizio e alla fine delle sedute”.

Riferendo dell’ora libera di discussione tra i padri sinodali, ieri pomeriggio (5 ottobre) tra le 18 e le 19, don Costantino ha reso noto che è stata fatta la proposta di dedicare una mattinata del Sinodo (forse il 17 ottobre, quando non sono previste Congregazioni) alla preghiera e all’adorazione eucaristica, insieme al Santo Padre, nella Basilica di S.Pietro o in un altro luogo. Già in questi giorni, dalle 8 alle 9 e dalle 15.30 alle 16.30, il Santissimo viene esposto solennemente nella Cappella vicino all’aula del Sinodo. Alla sesta Congregazione generale (6 ottobre) erano presenti 243 padri sinodali.

EVITARE GLI “ABUSI LITURGICI”. Troppe “esortazioni” del prete dal pulpito, canti “con alcuni tipi di strumenti musicali”, vestiti sacerdotali “incongrui”, un semplice inchino e non una genuflessione quando si passa davanti all’Eucaristia. Sono questi alcuni “abusi liturgici” da evitare, secondo i vescovi che partecipano al Sinodo. Di “abusi liturgici” si è parlato nel corso della discussione libera del 5 ottobre, quando il segretario generale del Sinodo, mons. Nikola Eterovic, per garantire maggiore “libertà” ai padri sinodali ha assicurato che gli addetti stampa “non avrebbero riferito i nomi degli intervenuti, ma solo i contenuti degli interventi”, ha spiegato don Costantino.

“L’abuso liturgico è una ferita alla bellezza della liturgia”, hanno detto i padri secondo quanto riferito dall’addetto stampa, invitando ad “attenersi alle norme liturgiche” durante le messe e a tenere in considerazione in particolare i “principi e norme” inseriti all’inizio del Messale. C’è chi ha detto inoltre che “sarebbe bene evitare le messe solitarie”, perché “la messa senza il popolo di Dio non ha valore pastorale” e chi ha posto l’accento sulla questione dell’intercomunione, “in particolare tra ortodossi e cattolici”, esortando ad inserire nel calendario sinodale un momento di “sintesi” degli interventi in merito ascoltati durante il Sinodo.
LE “SOFFERENZE”… In Paesi come la Nigeria, dove i cristiani non arrivano all’1% della popolazione, “le donne cristiane che sposano un musulmano sono spesso escluse dalla comunità musulmana e dalla comunità cristiana”. La denuncia è venuta da mons. MICHEL CHRISTIAN CARTATÉGUY, vescovo di Niamey (Nigeria), che ha sottolineato come i cristiani in un Paese a maggioranza islamica hanno bisogno di “segni tangibili” della loro di identità, per non essere “reietti in ambito sociale, culturale e religioso”.

In Nigeria, ha ricordato infatti il presule citando i “numerosi casi” di matrimoni misti islamico-cristiani, “la donna cristiana non può ricevere il sacramento del matrimonio. È difficile per un musulmano accettare un atto cristiano. Essa è dunque definitivamente esclusa dalla comunione sacramentale”, e come donna è anche “esclusa dalla comunità musulmana”, a meno che non si converta all’Islam. Senza contare l’educazione dei figli: “Se la madre non è integrata nella comunità cristiana – ha detto il vescovo – sarà la comunità musulmana a prendersene carico e la comunità cristiana non potrà intervenire”. La dottrina della “comunione spirituale”, ha concluso mons. Cartatéguy, “non è sufficiente per integrare totalmente queste donne nella comunione ecclesiale”: di qui la necessità di chiedersi se “per vivere la comunione nella pienezza occorre comunicarsi”.
IN CRESCITA L’ADORAZIONE EUCARISTICA TRA I GIOVANI. “Uno sviluppo assai positivo e significativo del modo di rapportarsi all’Eucaristia è la riscoperta dell’adorazione eucaristica, in particolare da parte dei giovani”. Lo ha detto il card. CAMILLO RUINI, vicario del Papa per la diocesi di Roma. “Tale riscoperta – ha aggiunto – è in atto a Roma e in Italia già da prima dell’Anno dell’Eucaristia ed ora ha ricevuto un forte impulso dalla Giornata mondiale della Gioventù di Colonia”. E proprio a Roma, dal 5 ottobre, ha preso il via “ad oremus”, il secondo incontro internazionale dei gruppi giovanili di adorazione eucaristica, provenienti da comunità di 24 diverse nazioni dei cinque continenti.
I MARTIRI MODERNI. “Quante sante messe celebrate clandestinamente in un cucchiaio a posto del calice e con il vino fatto di qualche chicco d’uva trovato sulla strada; quanti rosari confezionati su un filo con qualche pezzo di pane; quante umiliazioni, quando durante l’inverno a meno di 30° erano svestiti a pelle nuda per la perquisizione; quante giornate passate nella famosa stanza nera, come pena perché furono scoperti nella preghiera. Mai, nessuno lo saprà”. A ricordare i “martiri moderni” del XX secolo, che “hanno offerto tutta la loro sofferenza al Signore per la dignità e la libertà umana”, è stato mons. LUCIAN MURESAN, arcivescovo metropolita di Fagaras e Alba Julia dei Romeni e presidente della Conferenza episcopale, che ha ricevuto l’unico applauso – fino ad oggi, 6 ottobre – del Sinodo dei vescovi.

(06 ottobre 2005)