PRIMA PAGINA" "
Gli eventi storici di Gdansk (la città polacca in cui nel 1980 ebbe inizio la lotta contro il comunismo – ndr) e l’avvento del movimento di Solidarnosc in Polonia, di cui si celebra il 25° anniversario, hanno particolare risonanza e rilevanza per coloro che partecipano al progetto della costruzione dell’Europa. La solidarietà che si è manifestata in Polonia a partire dagli anni Ottanta non aveva niente di effimero. La solidarietà è di per sé un principio guida della politica. Un nuovo chiarimento della nozione di solidarietà si rende essenziale nell’ambito dell’attuale dibattito europeo. Il rafforzamento di questo principio a livello dell’Unione europea potrebbe produrre risultati edificanti e generare un’identità europea da sempre mancante. Se si vuole far progredire il progetto europeo, gli Stati membri devono considerare la solidarietà come uno strumento di elaborazione del consenso. Come la prevenzione delle guerre è stata il catalizzatore dell’avviamento della creazione dell’Unione europea, le angosce e le paure, soprattutto di fronte alla globalizzazione, possono costituire l’avversario comune che favorirà la concretizzazione di una coscienza europea e la volontà di agire e di pensare in modo solidale. Gli stati membri devono rendersi conto che non possono più limitarsi ad agire nell’interesse nazionale, perché i nostri interessi divengono sempre più collettivi. Le decisioni assunte in merito alle prospettive finanziarie dell’Unione europea devono essere ispirate al principio della solidarietà. Investire nelle regioni e negli Stati membri in difficoltà, sia sul piano economico che sul piano sociale, apporterà risultati positivi a lungo termine per tutta l’Unione europea. I tentativi di promozione della crescita e della prosperità economica nei 25 Stati membri possono soltanto essere di vantaggio al bene universale. Ma l’applicazione della solidarietà non si limita alla fornitura di risorse. I cittadini e i dirigenti politici devono capire che, a partire dalla creazione e dallo sviluppo dell’Unione europea, la solidarietà è stata un principio organizzatore centrale. Essa presuppone che tutti gli Stati membri siano uguali nell’esprimere la propria voce nei processi decisionali, indipendentemente dalle loro dimensioni, ed è strumentale al raggiungimento del consenso collettivo, anche nei casi più difficili. Grazie a questo nuovo metodo politico, i grandi Stati membri non possono più schiacciare gli Stati più piccoli. Questo nuovo metodo ha posto fine alla politica di equilibrio dei poteri, che era un vero flagello per l’Europa. È sorto un nuovo metodo decisionale per l’equilibrio dei poteri e la raccolta del consenso. Tutti gli Stati membri sono stimolati ad agire nell’interesse di tutti, cosa che talvolta richiede sacrifici.