Eurostat, l’Ufficio statistico della Commissione, ha pubblicato all’inizio di ottobre il Rapporto “Povertà ed esclusione sociale nell’Ue-25”. I dati, riferiti all’anno 2003, presentano una situazione in cui sono ben 72 milioni (pari ad una percentuale del 16%) i cittadini europei “a rischio di povertà”, ovvero che guadagnano meno del 60% del reddito medio del proprio Paese di residenza. Gli Stati europei con il più alto tasso di povertà sono la Grecia, l’Irlanda e la Slovacchia con il 21%, seguite da Italia, Portogallo e Spagna con il 19%. Le popolazioni meno a rischio sono invece i Cechi (8%), i Lussemburghesi e gli Sloveni (entrambi con il 10%). Eurostat sottolinea inoltre come tali percentuali sarebbero molto maggiori (anche fino a cinque volte più elevate) senza l’apporto degli interventi pubblici di assistenza socio-sanitaria. In loro assenza, la percentuale media di povertà dell’intera popolazione comunitaria toccherebbe infatti il 40%, con agli estremi la Polonia (49%) e Cipro (26%).