IL SINODO
L’Eucaristia come mistero centrale della fede cristiana, da insegnare, da proporre ai ragazzi e ai giovani, da incarnare nelle famiglie: questa una delle prospettive del Sinodo. Qui di seguito alcuni interventi che hanno affrontato questi aspetti. EUCARISTIA E FORMAZIONE CRISTIANA. “La celebrazione dell’Eucaristia era insieme momento di evangelizzazione, catechesi e comunione con Dio e con i fratelli”: lo ha detto mons. PETRU GHERGHEL, vescovo di Iasi (Romania), raccontando dell’epoca delle persecuzioni anti-religiose nel suo Paese, quando si vissero momenti di vera “persecuzione”. Eppure ha proseguito ciò che è seguito alla “caduta del muro”, in termini educativi e formativi non è stato meno grave. “La libertà mal compresa porta al degrado dei costumi nella vita sociale, nella famiglia e talvolta anche l’allontanamento dalla fede”, ha aggiunto, notando comunque che nel suo Paese “simili tendenze non hanno invaso le nostre chiese cattoliche, dove il rispetto e l’amore per l’Eucaristia sono ancor più forti che in passato”.
L’educazione cristiana e l'”inculturazione” sono stati al centro dell’attenzione anche di mons. GABRIEL MALZAIRE, vescovo di Roseua (Repubblica Dominicana), secondo il quale “la formazione sistematica sull’Eucaristia è soprattutto impartita ai ragazzi e giovani adulti che si preparano alla prima comunione e alla confermazione”. Diverso il discorso per gli adulti, per i quali “la formazione dottrinale e spirituale deriva soprattutto dalle omelie domenicali”.
Secondo mons. EDWARD OZOROWSKI, ausiliare di Bialystok (Polonia), “nell’insegnamento del culto eucaristico si sottolineano temi importanti: banchetto, comunione, ascolto della Parola, sacramento e via dicendo. Tuttavia essi non hanno una chiave di volta. Ne deriva a suo avviso una determinata “protestantizzazione” della teologia eucaristica, che in tale insegnamento si rivela un rito bello ma poco significativo per la vita”. I GIOVANI E L’INCONTRO CON CRISTO. “Uno sviluppo assai positivo e significativo del modo di rapportarsi all’Eucaristia è la riscoperta dell’adorazione eucaristica, in particolare da parte dei giovani”: lo ha detto il card. CAMILLO RUINI, vicario del Papa per la diocesi di Roma, intervenendo al Sinodo. “Tale riscoperta ha aggiunto è in atto a Roma e in Italia già da prima dell’Anno dell’Eucaristia ed ora ha ricevuto un forte impulso dalla Giornata mondiale della gioventù di Colonia”.
Proprio a Roma, nei giorni scorsi, ha preso il via “Ad oremus”, il secondo incontro internazionale dei gruppi giovanili di adorazione eucaristica, provenienti da comunità di 24 diverse nazioni dei cinque continenti. “Nel tempo prolungato e nel silenzio dell’adorazione le persone sembrano trovare una migliore opportunità di rapporto personale con Cristo e con il Padre”, ha commentato Ruini citando una recente inchiesta condotta tra i giovani di Roma, dalla quale è risultato che “sono abbastanza numerosi coloro, specialmente tra le ragazze, che si autodefiniscono innamorati di Cristo”. FAMIGLIA, MATRIMONIO, EUCARISTIA. “La nostra Chiesa sarebbe più ricca se potessimo invitare i cattolici impegnati, attualmente esclusi dall’Eucaristia, a ritornare alla mensa del Signore”. Lo ha detto mons. JOHN ATCHERLEY DEW, arcivescovo di Wellington (Nuova Zelanda) pensando ai divorziati e ai “cattolici sposati con persone battezzate in altre fedi cristiane”. “Come vescovi ha detto l’arcivescovo abbiamo il dovere pastorale e un obbligo davanti a Dio di discutere e parlare delle difficoltà che pesano su molte persone”. Il presule ha ricordato in maniera particolare “coloro il cui primo matrimonio è finito tristemente; essi ha aggiunto non hanno mai abbandonato la Chiesa, ma sono attualmente esclusi dall’Eucaristia”. “Questo Sinodo ha proseguito deve avere un approccio pastorale: dobbiamo cercare modi per includere coloro che sono affamati del Pane della Vita”.
Le “ambigue posizioni di legislatori sul divorzio e sulle coppie di fatto” sono da considerarsi una “finzione giuridica, denaro falso messo in circolazione”: è il pensiero del card. ALFONSO LOPEZ TRUJILLO, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia. “Peggio ancora quando si tratta di coppie dello stesso sesso, cosa finora sconosciuta nella storia culturale dei popoli e nel diritto, anche se non presentate come matrimonio”. Secondo il cardinale, “tutta questa tendenza è chiaramente contraria al diritto divino, ai comandamenti di Dio, ed è negazione della legge naturale”. Trujillo ha aggiunto che, al riguardo, “la responsabilità dei politici è grande. Non si può separare una cosiddetta opzione personale dal compito socio-politico”. Prima di “accedere alla comunione” tali politici, vista la gravità del male “fatto e diffuso”, “dovranno porvi rimedio”.
(10 ottobre 2005)