Proporre con gioia

IL SINODO

Ai giovani, alle famiglie, ai fedeli laici nel loro insieme, va presentata l’Eucaristia non come rito vuoto, ma per quello che essa è “fonte e culmine” della vita della Chiesa stessa. È questo l’argomento centrale affrontato nel Sinodo dei vescovi in corso in Vaticano. Ecco stralci di alcuni degli interventi più recenti da parte dei padri sinodali. PER UNA “CULTURA DELL’EUCARISTIA”. La famiglia, i giovani, i fedeli in senso lato, vanno “serviti” da parte dei presbiteri, dei religiosi e dei ministri ordinati (tra i quali accoliti, lettori) “perché possano pregare nella bellezza”: lo ha detto al Sinodo suor MARIA REGINA CESARATO, delle Pie Discepole del Divin Maestro, nel suo intervento nel quale ha sviluppato il compito di affiancamento ai fedeli e alle famiglie, per una crescita nella fede e nella pratica liturgica.

Per il movimento dei Focolari (BRUNA TOMASI), “la Santa Messa è il momento più importante della giornata dei Focolarini”, mentre per LEONARDO CASCO, dell'”Alianza para la Famiglia” (Honduras), “i vescovi e i sacerdoti non si devono creare scrupoli nel proporre con gioia al fedele laico una vita di fede impegnativa e salda”. Tra l’altro ha ricordato di “raccomandare le pratiche di pietà quotidiane… fino, perché no, alla messa quotidiana se possibile”.

Un esempio di come la “cultura dell’Eucaristia” vissuta in famiglia sia indispensabile per porre i fondamenti della vita cristiana l’ha dato padre ATHANASIUS SCHNEIDER, del Kazakhstan. Ha ricordato l’episodio familiare di una particola consacrata lasciata – in epoca di persecuzione e di grande clandestinità dei fedeli – dal Beato Alessio Saritski, morto martire nel 1963, alla propria madre perché amministrasse la comunione alla nonna gravemente malata quando fosse giunta in punto di morte.

“Quella comunione – ha detto – dava la forza a mia madre di restare fedele durante la persecuzione e di trasmettere l’amore e il rispetto verso l’Eucaristia ai suoi figli”. Ha citato anche la propria Prima Comunione, ricevuta clandestinamente da padre Janis Pawlowski, poi internato nei lager stalinisti e morto in concetto di santità. Ai piccoli neo-comunicandi in clandestinità, padre Pawlowski disse: “Guardate di fare ogni vostra Comunione così come fosse la vostra prima e ultima Comunione”. IMPORTANZA DEL COINVOLGIMENTO DEI RAGAZZI E GIOVANI. “Nella formazione abbiamo considerato il giovane nella sua interezza e, insieme con la formazione dottrinale, catechetica e liturgica, vogliamo che siano buoni studenti, buoni figli, buoni cittadini e in futuro buoni padri di famiglie cattoliche”: è la testimonianza portata al Sinodo da don IGNACIO GRAMSCH LABRA, incaricato della pastorale degli accoliti a Santiago del Cile, secondo il quale “occorre coinvolgere i genitori dei bambini” perché “in molti casi sono stati i bambini ad attirare i genitori verso la Chiesa”.

Anzi – ha rilevato ZBIGNIEW NOSOWSKI, membro dei Consiglio dei laici della Polonia – bisogna mettere a fuoco, da parte della Chiesa, una vera e propria “spiritualità eucaristica laicale”, in grado di rivolgersi ai fedeli di ogni fascia di età, a partire dai più giovani. “L’Eucaristia – ha aggiunto – ci dice qualcosa di molto importante e concreto per le nostre decisioni quotidiane, per come ci comportiamo nei nostri matrimoni, nelle nostre famiglie, nei nostri uffici, nelle nostre cucine, nelle camere da letto, nella vita sociale”.

CREATIVITÀ E CARITÀ SPIRITUALE. “È impressionante pensare che dietro a ciascuno dei giovani che è stato a Colonia col Papa c’è una piccola comunità nella parrocchia, con la quale stanno percorrendo un cammino di iniziazione cristiana e in cui l’Eucaristia è fondamentale per maturare la loro fede e la loro vocazione”: lo ha detto al Sinodo FRANCISCE GOMEZ ARGUELLO WIRTZ, del Cammino neo-catecumenale, riferendo dei percorsi formativi e del fiorire di vocazioni tra i giovani del movimento. “Molti di questi giovani – ha aggiunto – vengono dalle proprie famiglie ricostruite e tanti altri, che erano lontani dalla Chiesa, hanno visto i segni della fede in comunità vive”.

Suor MARGARET WONG, delle Figlie della Carità Canossiane di Hong Kong, ha parlato dei “Centri di Adorazione Eucaristica” in Cina. L’iniziativa non è rivolta solo agli adulti, e tra loro in particolare ai malati, disabili, ma anche ai bambini, con una adorazione eucaristica adatta a loro settimanale o, secondo le evenienze, mensile, e anche una adorazione notturna nei giorni di festa.

Tali adorazioni vengono anche promosse nelle scuole di ispirazione cristiana. Le religiose hanno anche attivato un sito www.eucharisticoblate.org con il quale tengono i collegamenti, per quanto possibile, con le varie località dove sono attivi gruppi di adorazione perpetua animati dai fedeli, tra cui molti giovani e famiglie.

(18 ottobre 2005)