“Più coerenza nelle politiche demografiche”” “

Le Chiese e le organizzazioni cristiane europee che si occupano di immigrati e di giovani chiedono “maggiore coerenza” nelle politiche demografiche dell’Unione europea. Il contributo – firmato dalla Cec (Conferenza delle Chiese europee), dalla Commissione delle Chiese per i migranti in Europa (Ccme), dal Consiglio ecumenico dei giovani in Europa (Eyce) e da Eurodiaconia (federazione di 43 organizzazioni di solidarietà) – si riferisce al Libro Verde dell’Unione europea sui cambiamenti demografici. Salutando con favore gli sforzi della Commissione europea in quest’ambito, le Chiese e organizzazioni cristiane chiedono “soluzioni per una nuova qualità di relazioni tra le generazioni, tra il tempo dedicato alla famiglia e al lavoro e per l’integrazione dei migranti”. Il contributo dei cristiani evidenzia infatti “una mancanza di coesione nelle politiche europee nei confronti dei cambiamenti demografici”. Andrebbero riviste, a loro avviso, le “Linee guida integrate sulla crescita e il lavoro”, “tenendo presenti le sfide dei cambiamenti demografici e la necessità di una migliore coesione delle politiche sociali, economiche ed ambientali”. “Le politiche migratorie europee – sottolineano – non dovrebbero considerare solo i benefici economici o i problemi delle migrazioni, ma avere attenzione anche per i diritti e i bisogni dei migranti, su cosa rappresenta la sfida delle migrazioni per le società che accolgono e gli effetti delle migrazioni sui Paesi d’origine”. Le Chiese e le organizzazioni cristiane appoggiano un “approccio amichevole e familiare” nelle politiche europee, ossia “politiche coerenti che tengano conto delle condizioni di vita delle famiglie in ogni ambito”.