MIGRAZIONI" "
20-23 ottobre il 7° Congresso Ccee sulle migrazioni” “
Il tema delle migrazioni ha ormai assunto una rilevanza prioritaria nello scenario europeo. Viene percepito come un problema assillante, sospinto dalla cronaca e da qualche pressione psicologica non sempre giustificata. In particolare il fenomeno immigratorio incrocia le strade delle politiche demografiche, dell’integrazione degli stranieri nelle società ospitanti, della gestione dei profughi e richiedenti asilo. Per non parlare delle questioni legate alla sicurezza, emerse con l’affermarsi del terrorismo internazionale a partire dagli attentati alle Torri gemelle dell’11 settembre 2001 e confermate dalle bombe di Madrid e Londra.I flussi nell’area mediterranea. Un’attenzione particolare è riservata, nelle sedi dell’Ue, ai movimenti di popolazione tra i continenti e ai flussi demografici dai paesi più poveri verso l’Europa. In questo quadro si inserisce l’attività del Carim, Consorzio euromediterraneo per la ricerca applicata sulle migrazioni internazionali. La struttura, creata all’inizio del 2004 dall’Ufficio per gli aiuti umanitari della Commissione europea (Echo), ha lo scopo di fornire dati e statistiche aggiornate e un quadro sui flussi migratori nel vecchio continente e nelle regioni circostanti. Nei giorni scorsi è stata presentata dal Carim la prima Relazione annuale sulle migrazioni mediterranee, riferita al 2005. Lo studio presenta “un quadro regionale, seguito da una sezione dedicata ad ognuno dei dieci paesi mediterranei del Medio Oriente e del Nord Africa, ossia i cosiddetti Med-Mena: Algeria, Egitto, Giordania, Israele, Libano, Marocco, Siria, Territori palestinesi, Tunisia e Turchia”. Contiene, inoltre, “informazioni sulla dimensione demografica, economica, giuridica e politica delle migrazioni”. Vi si legge: “È cominciato un nuovo tipo di migrazione, che vede coinvolte le persone con una formazione in discipline scientifiche, professionali o intellettuali”. Una prospettiva Sud-Nord. Nella Relazione 2005 sulle migrazioni mediterranee non mancano le sorprese: si evidenzia, ad esempio, che “i paesi Med-Mena, pur rimanendo una fonte importante di emigrazione, sono al tempo stesso una regione di transito e di destinazione finale per i migranti”. Rispetto alle destinazioni dei flussi, l’Unione europea resta la meta preferita per la metà dei migranti da Africa e Medio Oriente. I Venticinque sono seguiti dai paesi arabi produttori di petrolio e dalla Libia. Gli Stati Uniti e il Canada seguono distanziati. Secondo il vicepresidente della Commissione Ue, Franco Frattini, che si occupa di migrazioni nell’ambito delle competenze dell’Esecutivo, “tale relazione fornisce un’analisi completa della questione” ed è “la prima a fornire una prospettiva Sud-Nord e non viceversa”. La Commissione considera “molto importanti” i risultati forniti, “poiché offrono un quadro delle politiche migratorie nazionali nella regione mediterranea nel 2005” e “permettono di comprendere meglio i legami tra migrazione e sviluppo”.Per una politica delle migrazioni. La complessità e l’urgenza dell’argomento è stata recentemente sottolineata nel corso del dibattito interistituzionale svoltosi durante la seduta dell’Europarlamento del 12 e 13 ottobre. Douglas Alexander, intervenendo in Aula a nome della presidenza inglese del Consiglio Ue, ha spiegato che “l’ondata di profughi, con perdite di vita, a Ceuta e Melilla e a Lampedusa, ha portato alla ribalta il problema dell’immigrazione. Tuttavia, il problema va oltre questi episodi, diventa una preoccupazione comune e non riguarda solo gli Stati membri direttamente interessati”. Il Consiglio intende “cooperare con i paesi terzi e fornire loro maggiore sostegno tecnico e finanziario”, così da favorire lo sviluppo economico e l’innalzamento degli standard di vita, affrontando alla radice il fenomeno delle migrazioni. Secondo il ministro, “le misure adottate a protezione delle frontiere non devono comunque essere confuse con la politica di immigrazione”. Istituzioni, società civile, Chiese. Dal canto suo il commissario Ján Figel ha presentato l’azione dell’Esecutivo, ricordando che a settembre la Commissione aveva adottato “una serie di misure per l’integrazione dei migranti legali e per la riammissione di quelli illegali, garantendo comunque i diritti umani”. La Commissione Barroso sta inoltre “predisponendo un Piano d’azione sull’immigrazione legittima” che dovrebbe vedere la luce a novembre. La società civile europea, l’associazionismo, le istituzioni caritative e assistenziali stanno operando sul piano della prima accoglienza, quindi sul versante interculturale e interreligioso. In questo senso va interpretata la posizione delle Chiese e delle commissioni ecclesiali che operano nel settore migranti, pubblicata in settimana e riferita al Libro verde Ue sui cambiamenti demografici. A questo proposito si è aperto il 20 ottobre in Croazia il 7° Congresso Ccee sulle migrazioni.