Si è tenuta a Leányfalu, vicino a Budapest, nelle scorse settimane, la Conferenza internazionale per i responsabili della pastorale universitaria. Il convegno era organizzato dal Vicariato di Roma e dalla Cappellania universitaria di Budapest e sostenuto dalla Conferenza episcopale ungherese. I partecipanti hanno valutato l’esperienza della Gmg di Colonia: “Agli universitari – come ha affermato mons. Francis Kohn, responsabile della sezione giovani del Pontificio Consiglio per i Laici – dovrà essere dedicata ancora maggiore attenzione”. Tra i temi centrali del convegno la discussione dei Lineamenta preparati dalla Commissione per la pastorale universitaria del Consiglio delle Conferenze episcopali europee. I circa 60 partecipanti provenivano da oltre 20 Paesi diversi. Intanto, all’inizio di ottobre, si è svolto a Máriapócs l’incontro dei rappresentanti dei luoghi di pellegrinaggio mariani collegati dalla “Rete Mariana”, con partecipanti da 13 Paesi diversi europei. La Rete è stata fondata due anni fa a Lourdes per creare uno spazio per contatti personali e amicizie. “I santuari sono importanti, perché ci offrono l’occasione di vedere il mondo in un modo un po’ diverso – ha detto Jacques Perrier, vescovo di Lourdes e fondatore della Rete -, per essere liberi di pensare anche alla nostra anima. Il santuario non è mai un semplice luogo di pietà, ma svolge anche un ruolo importante d’evangelizzazione”. La rete aveva finora 15 membri, come i 15 misteri del rosario. Poiché Giovanni Paolo II ha aggiunto altri 5 misteri, d’ora in poi anche il numero dei membri aumenterà, all’incontro attuale sono stati invitati tre possibili candidati: Csíksomlyó (Romania), Locse (Slovacchia) e Gibilterra. Per l’ammissione dei nuovi santuari sono valutati vari aspetti, come spiega il vescovo fondatore all’agenzia cattolica ungherese “Magyar Kurír”. Devono essere collocati in Europa e aver svolto, come “santuari nazionali”, un ruolo importante nella storia del loro popolo.