LOMBARDIA

A pieno titolo

Oratori e territorio: in Lombardia, una grande tradizione alle spalle

Una situazione felice. Una grande tradizione alle spalle, numeri che non lasciano dubbi e un domani per cui lavorare “con l’orgoglio e la responsabilità che viene dalla nostra storia, ma anche con la consapevolezza delle sfide che ci attendono. Basti pensare che dei 6.000 Oratori esistenti in Italia, quasi 3.000 sono in Lombardia”.È questo l’identikit che don Massimiliano Sabbadini, rettore della Fondazione degli Oratori milanesi (Fom), disegna, riflettendo sulla situazione attuale, “piuttosto felice” la definisce, degli Oratori che fanno capo alla diocesi di Milano.”Il modello ambrosiano – osserva don Sabbadini – è, da una parte, non facilmente esportabile, proprio in virtù del suo radicamento nel territorio, ma, dall’altra, presenta un ventaglio di esperienze vissute che possono essere sfruttate in altre zone del Paese”. Sono numerosi i corsi di formazione e i gemellaggi promossi dalla Fom specie in Meridione. “È uno scambio di arricchimento reciproco – chiarisce don Sabbadini – poiché, spesso, dove non vi sono tradizioni o Oratori concretamente preesistenti, è più semplice confrontarsi e adattare la nostra pratica a realtà portatrici di richieste e bisogni nuovi.Iniziative innovative. Dal punto di vista degli interventi a favore degli Oratori da parte della Regione, “in Lombardia – spiega don Sabbadini – esiste una legge del novembre 2001 ricca di spunti utilissimi, anche inerenti agli obiettivi che la normativa contiene in sé, per accordi locali tra le municipalità e gli Oratori del territorio. Come è, peraltro, comprensibile, il finanziamento proprio di questa legge è del tutto insufficiente rispetto alla misura degli Oratori lombardi.Si tratta, infatti, di poco più di 500.000 euro all’anno (dopo una prima triennalità di 250.000 euro) a fronte di circa 3.000 Oratori, per cui la scelta operata, fin dall’inizio, con il legislatore e in accordo con le diocesi, è stata quella di non erogare danaro a pioggia o per progetti espressi dalla base, ma di affidare le risorse alla gestione diretta degli organismi diocesani”.”Con questi fondi, quindi – aggiunge il rettore della Fom – stiamo sostenendo ricerche e iniziative innovative quali i sondaggi sull’aggregazione dei ragazzi o la promozione degli animatori nei diversi campi fino a quello televisivo. Senza, ovviamente dimenticare alcuni corsi di formazione finanziati da tali erogazioni”.Politiche per i minori. Insomma, la Lombardia è più generosa di altre Regioni? “In proporzione – risponde don Sabbadini – non si può dire, anche se, forse, è comprensibile che l’elevatissima quantità degli Oratori lombardi abbia stimato il legislatore. Basti pensare al Lazio dove, con un minor numero di Oratori, sono più cospicue le elargizioni. Comunque sia, nella legge regionale si deve considerare un elemento rilevante e che ci sta particolarmente a cuore: il pieno titolo che gli Oratori hanno ad essere chiamati ai Tavoli di progettazione e programmazione delle politiche riguardanti i minori”.Per saperne di più: www.oratori.org e www.chiesadimilano.it/fom/ ————————————————————————————–Scheda Gli Oratori della Lombardia sono oltre 3.000 e rappresentano il 50% del numero totale degli Oratori italiani. La Legge regionale 22, del novembre 2001, riconosce, nei suoi 6 articoli, “la funzione educativa e sociale svolta dalle parrocchie mediante l’Oratorio”.Particolarmente importante è l’articolo 4 della legge regionale che stabilisce “la Programmazione degli interventi”, in sinergia con le diocesi lombarde firmatarie del protocollo di intesa “che individuano le priorità tra i suddetti obiettivi e presentano la programmazione annuale degli interventi”. Sono, così, di fatto eliminati sprechi e interventi “a pioggia”.Il finanziamento erogato è di poco più di 500.000 euro all’anno (dopo una prima triennalità di 250.000 euro) che, in accordo tra Regione e diocesi lombarde, non viene utilizzato per progetti espressi dalla base, ma affidato alla gestione diretta degli organismi diocesani.Il contributo è ripartito tra le diocesi firmatarie secondo un criterio che tiene conto dei singoli territori diocesani: 30% sulla base della popolazione; 40% sul numero delle parrocchie; 30% erogato alla Regione ecclesiastica per iniziative interdiocesane.(26 ottobre 2005)