“L’Europa ha bisogno di Stati forti che garantiscano il benessere sociale”: è quanto ha dichiarato Fintan Farrell, direttore di Eapn, organismo europeo contro la povertà, intervenuto alla sesta edizione della Conferenza austriaca sulla povertà, conclusasi nei giorni scorsi a Salisburgo. “Non si può prescindere dalla decisione dei capi di Stato europei, concordata durante il vertice di Lisbona, che prevedeva un contributo decisivo alla lotta alla povertà”, ha ricordato Farrell, che ha ammonito: “la strategia sociale comune europea deve essere rafforzata, non annacquata”. Nel suo intervento sul futuro sociale dell’Europa, il direttore di Eapn si è mostrato ottimista circa il fatto che il crescente pericolo della povertà venga percepito maggiormente in tutta l’Europa e che ciò abbia avuto ripercussioni sugli esiti elettorali e referendari. “La politica viene valutata sempre più alla luce del suo contributo alla prevenzione della povertà”, ha affermato. “I cittadini non credono più ai ‘miti economici’ che vengono loro propinati da anni”, ha dichiarato la teologa Michaela Moser, rappresentante austriaca dell’Eapn. “In Austria, il settimo Paese più ricco del mondo, la lotta alla povertà è già da sola una questione di priorità politica”, ha detto Martin Schenk della conferenza per la povertà. “Una politica di perequazione sociale deve far sì che la ricchezza basti per tutti”, ha ribadito, aggiungendo: “La lotta alla povertà è possibile, la povertà può essere evitata”. I risultati della conferenza, intitolata “Il coraggio del possibile. La povertà può essere evitata”, sono stati comunicati al presidente federale austriaco Heinz Fischer da una delegazione della Conferenza, cui si sono aggiunti anche il segretario generale della Caritas Austria, Stefan Wallner e il direttore della Diakonie evangelica, Michael Chalupka.