UNIONE EUROPEA" "

Due sfide” “

Verso il Summit di Hampton Court” “

“Si tratta di sapere quale tipo di Europa noi desideriamo per i nostri figli e quanto siamo pronti a pagare per averla”. Ci ha provato José Manuel Durao Barroso , presidente della Commissione, a smuovere le acque in vista del summit informale di giovedì 27 ottobre ad Hampton Court, in Gran Bretagna, in cui i capi di Stato e di governo dei 25 si confronteranno sull’Europa sociale. All’incontro è dedicata una seduta dell’Europarlamento a Strasburgo il 26 ottobre, con un dialogo fra Parlamento, Consiglio e Commissione.Hampton Court: verso un summit dimezzato? La presidenza di turno del Consiglio aveva reso nota a fine settembre la data del summit, preannunciato dal premier britannico Tony Blair appena assunta la guida dell’Ue all’inizio dell’estate. La “riunione sarà informale”, aveva subito precisato Blair, fissando un calendario di due giornate. Si era poi passati a un solo giorno, con una evidente insistenza nel limitare i temi da discutere e stabilendo a priori che la riunione non avrebbe dovuto assumere “alcuna decisione formale”. Un summit dimezzato, in sostanza. “Il tema principale – è questa la linea fissata dalla presidenza del Consiglio – sarà il cammino collettivo dell’Unione in vista della realizzazione dei suoi obiettivi economici e sociali”. Quasi a smorzare ulteriormente le attese, la presidenza Ue precisa che “le Prospettive finanziarie e il Trattato costituzionale non saranno presi in esame”. Al centro dell’attenzione dovrebbe invece essere posta la Strategia di Lisbona, formulata dall’Ue nel 2000 per conciliare competitività e coesione sociale.Il dibattito all’Europarlamento. Non è escluso che il Parlamento europeo (riunito dal 24 al 27 ottobre per affrontare temi come l’influenza aviaria, la prima lettura del budget 2006 e alcuni importanti progetti legislativi per la difesa dell’ambiente) chieda di più al premier inglese: uno slancio rinnovato per giungere a un accordo sulle Prospettive finanziarie per il periodo 2007-2013 e un’azione decisa per dar corpo alla Strategia di Lisbona. Nuovi ritardi su questi due versanti, uniti all’impasse sulla ratifica della Costituzione, costituirebbero infatti un pericoloso cocktail per il futuro dell’Europa comunitaria. Ed è proprio su questi argomenti che la scorsa settimana Barroso ha preso carta e penna e ha scritto due documenti (sotto forma di lettere indirizzate a Blair e al presidente dell’Assemblea, Josep Borrell) che indicano le priorità della Commissione per l’appuntamento di Hampton Court. Il primo testo s’intitola “I valori europei in un mondo globalizzato” e riguarda più complessivamente la visione dell’Ue di domani. Il secondo scritto contiene invece “Cinque proposte per rilanciare i negoziati sulle prospettive finanziarie”: si concentra sul bilancio pluriennale dei 25 che, secondo Barroso, deve vedere la luce entro la fine dell’anno.tra globalizzazione e invecchiamento. “Abbiamo davanti a noi due sfide principali: la prima è la mondializzazione dell’economia. La seconda è il progressivo invecchiamento della popolazione europea. Certo – ha puntualizzato Barroso nel presentare i due documenti -, questo è anche un buon segno: vuol dire che si vive di più e meglio. D’altro canto diminuisce la popolazione attiva, creando problemi di sostenibilità. C’è sempre meno gente che lavora: abbiamo un numero crescente di pensionati e 19 milioni di disoccupati. Dobbiamo quindi agire assieme, investendo per far crescere la competitività economica da un lato e rivedendo i modelli sociali dall’altro. Non vogliamo uniformare i sistemi di welfare e nemmeno armonizzare i sistemi fiscali, ma certo occorre muoversi nella direzione di un coordinamento”. Il capo della Commissione ritiene che “l’Europa deve riformare e modernizzare le sue politiche se intende preservare i suoi valori”. Bilancio: cinque proposte concrete. Barroso, superando quell’immobilismo finora imputato al suo Esecutivo, sostiene apertamente che “le risorse di bilancio di cui si è parlato nel Consiglio europeo di giugno sono insufficienti in rapporto ai bisogni dell’Unione”. Gli Stati non sembrano intenzionati a spendere di più per l’Europa allargata. Nel documento dedicato alle finanze comuni, la Commissione chiede quindi di “investire nella ricerca e l’innovazione” e di “attutire gli choc provenienti dalla globalizzazione economica”mediante la creazione di un apposito fondo. Si propone inoltre di “consolidare e completare le riforme agricole in corso”, destinando, dal 2009, più soldi allo sviluppo rurale ma, al contempo, rivedendo l’intera spesa nel settore. Collegata a questi punti emerge l’idea di “aprire la strada a una modernizzazione del budget comunitario”: “Dobbiamo giungere a una ‘lisbonizzazione’ del bilancio”, puntualizza il politico portoghese. Infine la Commissione invita a destinare risorse per “rafforzare le politiche esterne” dell’Unione, per dare maggior peso politico all’Europa nello scenario mondiale.