ECONOMIA E LAVORO" "

Investire in speranza ” “

Oit e microcredito nel Sud-Est dell’Europa” “

L’assemblea generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 2005 “Anno internazionale del microcredito”. Durante questo anno, l’Onu ha promosso una serie di programmi volti a far meglio conoscere a lavoratori, governi e sindacati i vantaggi del microcredito e della microfinanza. L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che la microfinanza ha già contribuito a migliorare la qualità di vita di milioni di poveri permettendo l’accesso a servizi come credito, risparmio, assicurazioni, trasferimenti fondi a persone che per sfortunate condizioni di vita non avrebbero mai potuto beneficiarne. Questi servizi sono purtroppo ancora oggi difficilmente accessibili a tutti. Il direttore generale del Bureau international du travail (Bit) JUAN SOMAVIA ha ricordato che solo il 10% dei poveri beneficia di questi strumenti finanziari. Mentre l’Organizzazione internazionale del Lavoro (Oit) sottolinea che l’accesso dei disoccupati e dei poveri ai programmi di microcredito rappresenta uno straordinario deterrente al lavoro minorile, all’indebitamento e all’usura, alla micro criminalità e allo sfruttamento sessuale delle donne. Riportiamo una esperienza apparsa sull’ultimo numero della rivista “Travail” dell’Oit sul “Miscrocredito nel Sud-Est dell’Europa” favore di Bulgaria, Romania e Serbia. A FIANCO DEI LAVORATORI. L’esperienza dei Paesi occidentali dimostra che la microfinanza, facilitando la creazione di piccole ma valide imprese, può essere uno strumento prezioso di lotta contro la disoccupazione. L’Oit ne è convinta e si propone di offrirla a tre Paesi del Sud-Est europeo con un progetto che mira a convincere Bulgaria, Romania e Serbia a fare della microfinanza il punto di forza della loro politica di impiego. Finanziato dal governo francese, il progetto Oit è finalizzato a creare le condizioni favorevoli per la messa in opera di programmi nazionali il cui obiettivo è fornire un capitale di partenza a imprenditori potenziali in disoccupazione. “Si comprende ogni giorno sempre meglio – dice SEVERINE DEBOOS, specialista di finanza sociale presso l’Oit – l’importanza della microfinanza nella lotta contro la povertà. Se si dà ai disoccupati la possibilità di mostrare le loro capacità offrendo sostegno finanziario e i consigli necessari, si constata che il tasso di sopravvivenza delle loro imprese è molto vicino a quello delle altre giovani imprese”. LA SFIDA DELL’OCCUPAZIONE. La disoccupazione resta il problema maggiore dei paesi del Sud-Est europeo dove le difficoltà legate al passaggio da una economia centralizzata di tipo socialista ad una economia di mercato sono state peggiorate da altri fattori come la reticenza degli investitori di fronte alla instabilità politica e sociale ancora osservata dopo i conflitti che hanno duramente colpito i paesi della ex Yugoslavia e come la lontananza e le difficoltà di collegamento con i principali mercati occidentali. Caratteristica delle azioni condotte dall’Oit nel settore della microfinanza è quella di “lavorare in rete”, mettendo cioè attorno ad uno stesso tavolo le diverse figure istituzionali e non coinvolte nei progetti: ministeri del Lavoro, dell’Economia e Finanza, le banche centrali, società di impiego e servizi, sindacati. SERBIA. In Serbia dove è previsto l’avvio di un programma speciale di microfinanza per i lavoratori della Società nazionale delle ferrovie che saranno licenziati nel piano di ristrutturazione dell’azienda. Secondo le statistiche ufficiali del Paese, il tasso di disoccupazione è del 18,4%. Per far fronte a questa situazione i ministeri della Finanza e dell’Economia hanno lanciato recentemente un programma di prestiti di Stato destinati ad aiutare i disoccupati a creare proprie attività. “Questa iniziativa – racconta RADMILA BUKURIMIC-KATIC del ministero del Lavoro e dell’Impiego – ha suscitato un grande interesse tanto che si sono presentati in 7 mila”. Purtroppo però “il budget ci ha permesso di aiutare solo 500 persone. Speriamo che i beneficiari del nuovo programma di microfinanza possano essere più numerosi”. ROMANIA. Incoraggiante anche il caso-Romania. A parlarne è MARIA DOICIU membro dell’equipe rumena Oit ricordando che in un progetto recentemente realizzato nella città di Brassov, 33 dei 189 lavoratori licenziati da una azienda della zona, hanno potuto avviare una loro impresa grazie alla microfinanza. All’inizio i più reticenti erano i ministeri della Finanza e le banche, poi anche loro hanno presto capito che i timori erano infondati”.