EMILIA ROMAGNA
Oratori e territorio: in Emilia Romagna, un provvedimento per sostenere le realtà che danno una risposta ai bisogni dei giovanissimi
Un binario diverso. “La legge quadro 206 del 2003 ha spinto anche l’Emilia Romagna a lavorare verso un sempre maggior riconoscimento del valore dell’Oratorio nella vita dei giovani. Ma qui è difficile che si arrivi a una legge confessionale in materia”.Don Giancarlo Manara, responsabile del Coordinamento regionale per la pastorale giovanile, malgrado ciò, non sembra preoccupato. “L’esperienza di Regioni come la Liguria, la Lombardia o il Lazio, che hanno recepito la legislazione nazionale ha precisato il sacerdote – ci ha convinto che una legge confessionale avrebbe portato solo un riconoscimento e finanziamenti limitati. Per questo ci stiamo muovendo, insieme alla Regione, su un binario diverso”.Il punto di forza è l’attuale mancanza di una legislazione regionale specifica in termini di supporto educativo per i preadolescenti e gli adolescenti. E da qui dovrebbe presto prendere il via una legge ad hoc.La realtà degli Oratori, in Regione, è vasta e magmatica: a fronte di una media di 10-15 strutture in ogni diocesi che si avvalgono di persone di riferimento, professionalità stipendiate e una presenza costante di “volontari”, tra i quali ci sono magari alcuni giovani in servizio civile, ci sono tante altre parrocchie che “fanno Oratorio” organizzando attività saltuarie, sulla base della disponibilità dei parrocchiani che vi dedicano un po’ del loro tempo.”In questo senso – ha continuato don Manara – la bozza di legge ideata in Emilia Romagna stimola gli Oratori ad impegnarsi seriamente nella progettazione di attività, supportate da persone competenti e qualificate, per poter poi accedere ai finanziamenti”.Oratori interconfessionali. La realizzazione del Progetto Oratorio di Parma, a cui la diocesi ha dato vita nel 1999, è stato affidato, ad esempio, all’Eide (Esperienze innovative d’educazione), una cooperativa sociale d’ispirazione cristiana. “Questa iniziativa prevede l’inserimento di un educatore professionale negli Oratori che hanno aderito – ha spiegato Barbara Maffei dell’Eide -: egli diventa un punto di riferimento per la parrocchia e per il territorio, e ha il compito di coordinare e animare le attività e le forze a disposizione”.Sono una ventina gli Oratori della diocesi che partecipano al progetto. “Per noi si tratta di importantissimi centri d’aggregazione per i più giovani, per cui curiamo in special modo la relazione educativa che si viene a instaurare tra i grandi e i ragazzi, in particolar modo per la fascia dei preadolescenti e degli adolescenti”.Non sono solo cattolici i giovani che frequentano gli Oratori che fanno capo al progetto, anzi “in alcune zone di frontiera i ragazzi di altre confessioni sono la maggioranza”. Questa presenza interconfessionale, in quartieri particolarmente problematici, favorisce “la collaborazione con gli enti locali, che hanno riconosciuto la validità del progetto, lo co-finanziano e, talora, affiancano anche un loro operatore”.La legge che verrà. Punta sulla progettazione anche Marco Barbieri, oggi consigliere regionale, che nella passata legislatura, come assessore alla cultura, ha stilato, in accordo con la pastorale giovanile regionale, una bozza di legge per riconoscere e sostenere le realtà che danno una risposta ai bisogni dei giovanissimi.”La progettazione va messa in conto non solo per garantire una durata al progetto, ma anche per operare insieme ad altre realtà che, pur occupandosi sempre di giovani, non hanno la connotazione confessionale dell’Oratorio”. Come don Manara, anche Barbieri ha respinto l’idea di recepire la legge 206 perché, “un finanziamento a pioggia di 300 o 400 euro non è sufficiente per dare un sostegno decoroso agli Oratori, né spinge a un miglioramento dell’offerta”.La bozza di legge, che “non è stata presentata perché era pronta nel periodo pre-elettorale e, se in tempi normali nessuno l’avrebbe osteggiata, in campagna elettorale avrebbe potuto incontrare ostacoli”, è al momento ferma, anche se, ha riconosciuto l’ex-assessore, “il principio è stato inserito nel programma elettorale dell’attuale maggioranza”.————————————————————————————–SchedaLa Regione Emilia Romagna non ha, ad oggi, recepito la legge 206/03.Tuttavia, nella scorsa legislatura stava per vedere la luce un provvedimento che, attraverso il sostegno alle realtà che si occupano della pre-adolescenza e dell’adolescenza, avrebbe di fatto riconosciuto anche il valore sociale dell’Oratorio, dandogli al contempo un sostegno economico.La bozza di legge è stata preparata in accordo tra la Regione e il Coordinamento regionale di pastorale giovanile.Nel 2004, intanto, gli Oratori sono stati per la prima volta menzionati nella delibera per l’assegnazione delle risorse per il fondo sociale regionale (legge regionale 2/2003), laddove si riconoscono le “altre realtà esistenti sul territorio, quali gli Oratori e le agenzie socio-educative, che offrano risposte idonee ad affrontare le tematiche dell’adolescenza”.(26 ottobre 2005)