Quotidiani europei” “

La travagliata formazione della Grande coalizione tedesca che perde pezzi per strada è al centro dei commenti tedeschi. Su Die Welt (2/11), Roger Köppel annota: “ L’apparato politico tedesco tradisce i segni di un pollaio. La grande coalizione perde i propri leader. […] Quel che è degno di nota è il grado di presunzione personale alla base delle reazioni stizzite. Tuttavia, gli eventi sono anche sintomatici di un Paese la cui classe politica non soffre certo di eccessiva adesione al terreno. Ci si fida poco del popolo. I massimi funzionari seguono gli stimoli dei loro apparati più che i doveri di formare il governo. La quasi cancelliera Merkel si muove attualmente nelle quinte come negazione della leadership. Gli elettori tedeschi […] seguono con giustificata paura del futuro come una delle più potenti economie del mondo va lentamente a rotoli a causa di ricette sbagliate“. “ Governare non basta“, avverte Stephan Hebel sulla Frankfurter Rundschau, soffermandosi sulla situazione della Spd: “ Nel caos di questi giorni per la Spd si riflette soprattutto un dilemma oggettivo: come partito di governo essa deve da un lato agire negli spazi angusti offerti dai… settori in cui Stoiber e Müntefering avevano trovato un accordo. […] Dall’altro, la socialdemocrazia ha urgentemente bisogno di nuove sicurezze circa il proprio profilo politico come sinistra moderata, alternativa all’intera Unione e ai partiti di sinistra e ai Verdi. E questo con la prospettiva di preparare la capacità di governare una maggioranza di sinistra nei prossimi anni. Si tratta di un divario difficile“. La Frankfurter Allgemeine Zeitung (3/11) analizza invece la situazione della Csu dopo il “no” di Stoiber a partecipare al governo: “ Con la sua tattica infelice riguardo alla questione se e a quali condizioni potesse entrare in un governo Merkel, Stoiber ha danneggiato anche il prestigio del suo partito e il suo influsso nell’Unione. E questo, la Csu non lo perdona nemmeno al proprio presidente. La carriera di Stoiber assume connotati quasi tragici. L’uomo che era quasi diventato cancelliere ha riportato in Baviera la Csu a maggioranze nell’ordine del sessanta per cento. All’apice della sua carriera avrebbe potuto diventare il primo presidente federale della Csu. Ha riflettuto a lungo anche sull’offerta di ricoprire la carica di presidente della Commissione Ue. Ma niente ha nuociuto più di questo suo andirivieni tra Berlino e Monaco“. Sul quotidiano italiano Avvenire (3/11) Luigi Geninazzi firma un commento sulle vicende tedesche dal titolo “ Germania, rischio paralisi. Davvero strabiliante“. “ La Grosse Koalition perde i pezzi ancor prima di mettersi in moto – scrive Geninazzi -. È guerra di tutti contro tutti, un gioco al massacro che si consuma tra ambizioni frustrate e ripicche puerili, uno spettacolo che mai avremmo immaginato di vedere sulla scena tedesca“. Sarkozy gradirebbe essere invitato a Lourdes dai Vescovi” è il curioso titolo scelto da La Croix (02/11) per illustrare l’incontro del ministro dell’interno francese con i giornalisti dell’informazione religiosa, durante il quale ha espresso tale auspicio di poter partecipare alla prossima assemblea episcopale. “ Ma – ha aggiunto – io non so se siano pronti ad assumersi tale rischio“. In ballo, ci sono la revisione della legge del 1905, “ le modalità di rapporti tra le comunità e i culti, l’articolazione tra le associazioni di culto e culturali e il regime fiscale dei culti riconosciuti“. Nel suo editoriale su The Times (1/11), dal titolo “ I Mullah vogliono che l’Iran divenga un ospedale psichiatrico“, David Aaronovitch afferma che “ il problema di Ahmadinejad è che il suo Iran fallirà. Ciò che egli vuole è una nazione come un ospedale psichiatrico, nel quale i pazienti sono tenuti calmi dicendo loro quando devono assumere cibo, cosa devono mangiare, cosa guardare, quando è tempo di andare a letto, come avere relazioni con l’altro sesso e quando prendere le medicine. È incredibilmente noioso e per nulla dinamico“. La sua risposta a questa situazione consiste “ nell’offrire ai giovani iraniani ogni opportunità per conoscere il mondo eterno: posti nei nostri collegi, permessi di lavoro nelle nostre fabbriche, contatti culturali di ogni genere. Dovremmo incoraggiare visite all’Iran. Dovremmo divenire bombe di amore (love-bomb) per portare i Mullah fuori dall’età della pietra“. “La grande contraddizione europea” è il titolo dell’editoriale firmato dal sociologo Ignacio Sotelo sul quotidiano spagnolo El Paìs del 30/10. Si riferisce al dibattito sul rispetto dei diritti umani nell’epoca attuale, anche in relazione al tema delle migrazioni. La situazione di povertà estrema del terzo mondo, soprattutto dell’Africa, che spinge tanta gente ad emigrare si scontra secondo Sotelo con l’atteggiamento contraddittorio degli europei: “Difensori acerrimi dei diritti umani, incluso quello della libera circolazione delle persone – osserva l’editorialista – ma l’applicazione degli stessi significherebbe rompere il benessere e la sicurezza dei nostri cittadini. Nessuno si azzarda a chiedere l’uso della forza per garantire l’inviolabilità delle frontiere, però pochissimi sono disposti a permettere che arrivino valanghe di africani”. Si capisce perciò, argomenta Sotelo, “perché gli africani si indignino davanti all’ipocrisia degli europei” e “alla grande contraddizione che impregna la cultura cristiana”. “Dalle sue origini cristiane – conclude – l’Europa vive la contraddizione del principio dell’amore, che implica la massima uguaglianza tra tutti gli uomini, quando invece le società funzionano solo se asimmetriche, contraddizione che oggi sopravvive nella forma secolarizzata dei diritti umani”.———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1427 N.ro relativo : 76 Data pubblicazione : 04/11/2005