CHARLES DE FOUCAULD" "
Domenica 13 novembre Papa Benedetto XVI beatificherà Charles de Foucauld, il grande esploratore francese e testimone del Vangelo tra i Tuareg del Sahara. Nato a Strasburgo il 15 settembre 1858 condusse una vita intensa che lo portò nei Paesi dell’Africa del Nord: Tunisia, Algeria, Marocco. Poi l’incontro con la fede, la conversione ed un viaggio in Terra Santa che segnò profondamente la sua vita. Nel 1901 fu ordinato sacerdote e scelse di ritornare nel Sahara “per imitare la vita nascosta di Gesù a Nazareth”: si stabilì dapprima a Bèni-Abbès e poi, per vivere con i Tuareg, a Tamanrasset. Studiò l’arabo e il berbero e iniziò un approfondito lavoro scientifico sulla lingua dei Tuareg che lo portò a scrivere una grammatica ed un dizionario Francese-Tuareg, Tuareg-Francese. I berberi lo chiamavano “marabut”, che nel lessico magrebino sta ad indicare il “santone” l'”eremita”. Morì solo, il 1° dicembre 1916, colpito da una fucilata, durante una scaramuccia suscitata da ribelli dell’Hoggar. Ma la sua morte ha suscitato nel mondo una famiglia spirituale che oggi conta 11 congregazioni religiose e 8 associazioni di vita spirituale. Era intenzione di Giovanni Paolo II beatificare Charles de Foucauld il 15 maggio scorso, nel giorno di Pentecoste, ma la morte del Papa ha rinviato la data al 13 novembre. “Fr. Charles scrive il priore di Bose, padre ENZO BIANCHI – muore solo, in quel deserto in cui si era sentito accolto e custodito, solo come aveva vissuto”. “Muore solo, ma il suo seme, caduto a terra porterà molto frutto perché, come il sangue dei martiri, diventa seme di una moltitudine di cristiani che riconosceranno nei lineamenti del suo volto spirituale le tracce del somigliantissimo a Cristo: e oggi, nella gioia e nel rendimento di grazie, la Chiesa intera fa proprio questo riconoscimento. Sì, nascosta agli occhi del mondo, la vita e la morte di fr. Charles costituiscono un’immagine stupenda del discepolato cristiano, del “sangue offerto con tutto il cuore e sparso per amore di Gesù”: un sangue, pulsione di vita, che narra in un linguaggio universale l’universale amore del Padre”.