SCIENZA E VITA
Si è svolto lo scorso 18 Novembre, a Firenze, il XXV convegno dei Centri e dei Servizi di aiuto alla vita, opera del Movimento per la vita italiano, dal titolo: “Trent’anni di aiuto alla vita”.
Nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, dopo la testimonianza di uno dei fondatori, Enrico Ogier, la prima relazione è stata quella del presidente del Movimento, Carlo Casini, che oltre a introdurre il tema della serata, “La libertà di non abortire tra applicazione e disapplicazione della Legge 194”, ha tratto un bilancio dell’attività trentennale del Movimento. “CONTARE I VIVI”. In 30 anni di attività gli oltre 270 Cav (Centri di aiuto alla vita) sparsi in tutta Italia hanno sottratto 70mila bambini all’aborto incontrando e assistendo ogni anno oltre 20mila donne.
“Si tratta di risultati importantissimi – ha detto Carlo Casini – che devono far riflettere l’intera società. Se il Movimento, con pochezza di risorse e praticamente con il solo aiuto di volontari e benefattori riesce a restituire a decine di migliaia di donne il diritto di non abortire, quanto di più potrebbe fare lo Stato se adottasse veramente la preferenza alla nascita, sancita, peraltro, dalla legge 194”.
Alle autorità locali e nazionali presenti, il presidente del Movimento per la vita ha indicato anche alcune strade percorribili: “Anzitutto cominciare a contare i vivi, cioè inserire nelle statistiche non soltanto quanti aborti vengono fatti ogni anno, ma anche quanti bambini vengono salvati”.
Poi si dovrà incoraggiare “la cultura dei diritti umani, timbro e vanto della modernità, nonostante i tentativi di svuotarla o addirittura di trasformarla nel suo contrario: essa ha una forza espansiva inarrestabile che finirà per abbracciare anche il concepito”.
Sulla proposta di avere dei volontari del Movimento per la vita nei consultori pubblici si è espresso anche il presidente dei vescovi italiani, card. Camillo Ruini, che da Assisi, nel corso della conferenza stampa conclusiva dell’assemblea Cei, ha definito “positiva” questa eventuale presenza: “È auspicabile che l’affermazione di fondo della legge 194 sia resa più effettiva – ha aggiunto il card. Ruini -. Avere persone nei consultori è positivo, perché finora il lavoro di tutela della maternità è stato fatto poco”.
Non tutti sanno “che il Movimento per la vita ha aiutato 70.000 donne a portare avanti la gravidanza. Sono tutte donne contente di aver preso questa decisione. Sono state sostenute non costringendole, ma aiutandole concretamente”. 2004, l’ANNO DEI RECORD. Il fatto che i Centri per la vita stiano lavorando bene lo dimostrano i dati raccolti dalla segreteria nazionale, che attestano “un 2004 da record” con un incremento, rispetto all’anno precedente, sia di bimbi nati che di gestanti assistite.
Sono stati 5.428 i bambini nati lo scorso anno, in media 35 per ogni Cav: le donne che si sono rivolte ai vari Centri italiani hanno usufruito di sostegno economico, assistenza psicologica e morale, assistenza sociale, assistenza medica, servizi di baby-sitting. Ma il dato più importante è che nel 98% dei casi il bambino è rimasto con la madre, che dunque non solo ha rinunciato all’aborto ma anche all’eventualità di non tenere con sé il figlio.
“Abbiamo restituito a molte madri – ha ribadito Casini – la libertà di non abortire vincendo ciò che veniva avvertito come necessità, e dunque come vincolo liberticida, di cancellare il figlio”.
Il convegno è proseguito con una dettagliata presentazione dei risultati, dei progetti e delle iniziative del Movimento, quali ad esempio il numero verde Sos Vita (n. 800813000) che ha lo scopo specifico di aiutare persone con problemi derivanti da una gravidanza difficile o inattesa e il “Progetto Gemma” di adozione prenatale a distanza, nato per dare un aiuto alle mamme con problemi economici, raccogliendo la sfida della più volte citata Madre Teresa di Calcutta che diceva: “Che non si possa mai più dire che una madre sia stata costretta ad abortire perché non ha trovato aiuto”.
(23 novembre 2005)