Il grande laboratorio

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Si riparte da Palermo. Prende il via in questi giorni il percorso itinerante nazionale che il Comitato preparatorio del quarto Convegno della Chiesa italiana (Verona, 16-20 ottobre 2006) ha voluto per scandire l’anno che precede l’importante appuntamento.

Il capoluogo siciliano, teatro dieci anni fa del precedente Convegno ecclesiale, ospita il primo dei cinque momenti.

A ciascuno di essi è affidato l’approfondimento di uno degli ambiti della testimonianza individuati dalla Traccia di riflessione, “Testimoni di Gesù risorto speranza del mondo”, pubblicata durante l’estate scorsa ed ora al vaglio delle diocesi. Tradizione, vita affettiva, fragilità, cittadinanza, lavoro e festa: se ne parlerà negli appuntamenti di Palermo, Terni, Novara, Arezzo e Rimini.

Da qui, infatti, passeranno le tappe di avvicinamento al Convegno, organizzate secondo modalità differenti ma con alcune caratteristiche comuni, a cominciare dalla valorizzazione delle esperienze e delle realtà locali.

La sfida è quella di aprirsi ad un esercizio di ascolto di quanto è già in campo, alla ricerca di apporti plurali e del confronto con quanti, sul territorio, hanno a cuore il bene delle persone.

Se l’obiettivo del Convegno è rilanciare la testimonianza dei credenti, le iniziative in cantiere nei prossimi mesi saranno anche l’occasione per conoscere e diffondere forme innovative e creative di testimonianza della fede nella vita ordinaria. Riflettere sulle tematiche del vissuto umano è la scelta che contraddistingue il Convegno di Verona, e dunque la sua preparazione.

Il percorso itinerante, che costituisce una novità di questa quarta assise nazionale, si colloca sul versante culturale e missionario, e intende aiutare i vari soggetti della comunità cristiana ad elaborare una proposta capace di incidere sull’esperienza quotidiana attraverso atteggiamenti, modalità, scelte ispirate dalla visione cristiana di uomo e di società.

La testimonianza richiede anche uno sforzo speciale dell’intelligenza e del pensiero. Il Progetto culturale della Chiesa italiana, che nacque proprio dopo il Convegno di Palermo, è particolarmente coinvolto nell’itinerario che conduce a Verona.

“Con il lavoro del progetto culturale – dice Vittorio Sozzi, direttore del corrispondente Servizio nazionale – abbiamo imparato che non si dà separazione tra areopago e agorà, tra momento riflessivo in cui si attua il confronto tra il Vangelo e le culture e il momento di animazione in cui questo stesso confronto viene attuato nella comunicazione e mediante molteplici esperienze esistenti nel territorio”.

Si tratta, dunque, di espressioni di quel “grande laboratorio ecclesiale”, come è stato definito dalla stessa Conferenza episcopale, che non sarà solo a Verona fra un anno ma è già iniziato in tutta Italia.

“Il percorso dei cinque eventi – spiega ancora Sozzi – intende accompagnare, con alcune esperienze emblematiche in diverse realtà del nostro Paese, la riflessione in atto in tutte le diocesi, sui temi del prossimo Convegno ecclesiale nazionale”. Il discernimento della Chiesa italiana passa anche da qui.

Ernesto Diaco Cinque ambiti, cinque appuntamenti A Palermo (24-26 novembre 2005), tema: “Ricorda, racconta, cammina” (trasmissione della fede, comunicazione: quarto dei cinque ambiti indicati nella Traccia di riflessione per Verona 2006).

A Terni (10-19 febbraio 2006), tema: “Solo l’amore fa vivere” (primo ambito: vita affettiva).

A Novara (24 marzo – 7 aprile 2006), tema: “Una fragilità salvata” (terzo ambito: fragilità umana).

Ad Arezzo (8 – 14 maggio 2006), tema: “Le voci della città” (quinto ambito: testimonianza).

A Rimini (19-25 giugno 2006), tema: “Lavoro in festa” (secondo ambito: lavoro e festa).

Per informazioni: www.progettoculturale.it.

(23 novembre 2005)