PRIMA PAGINA" "
La sussidiarietà compresa in modo giusto – sia nella dottrina sociale della Chiesa, sia nei dibattiti dell’Unione europea – mostra che bisogna di nuovo attivare l’uomo e il suo organizzarsi nei gruppi piccoli o grandi. In Croazia, i temi legati al campo della sociologia, dopo decenni di regime comunista nei quali erano stati totalmente assenti ed addirittura rappresentavano tabù pericolosi, finalmente tornano ad essere oggetto di discussione. Per dare impulso e contributo all’apertura di questi temi la Conferenza episcopale croata e il Centro per la promozione della dottrina sociale della Chiesa hanno promosso le Giornate di studio sulla dottrina sociale della Chiesa per i fedeli impegnati nella vita pubblica e culturale e per i membri delle associazioni laiche e cattoliche. Tra i partecipanti anche i rappresentanti della diocesi di Ðakovo e Srijem, nota per le sue nuove iniziative pastorali, concrete e utili a favore dei fedeli. In questa diocesi negli ultimi mesi sono state tenute ben sei giornate di studio. Si tratta di una serie dei seminari della durata di un giorno ai quali partecipavano quei fedeli interessati a conoscere i principi fondamentali della dottrina sociale della Chiesa; essi sono diventati una “cellula” che darà impulso agli altri fedeli per entrare a far parte attiva nella vita sociale nel Paese. Uno dei temi più dibattuti in queste Giornate è stato quello della sussidiarietà, che, insieme alla solidarietà, rappresenta uno dei principi dell’integrazione europea. La sussidiarietà compresa in modo giusto – sia nella dottrina sociale della Chiesa, sia nei dibattiti dell’Unione europea – mostra che bisogna di nuovo sostenere l’uomo ad organizzarsi in gruppi piccoli o grandi. Partendo dal singolo si cambia anche la struttura della società, e di conseguenza la mentalità stessa. La sussidarietà non è solo una parola magica ma rappresenta un vero segno dei tempi, anche e soprattutto in Croazia dove non è compresa in modo serio, sia a livello pratico che teoretico. Molti sono gli ostacoli alla realizzazione della sussidiarietà. Uno dei più grandi è proprio la mentalità che si è creata durante il mezzo secolo di totalitarismo ateo, per la quale i cittadini si aspettano che lo Stato sia responsabile per i loro problemi con la conseguenza naturale di istituzioni civili molto deboli, di una società “paralizzata” e del familismo privo di morale. Ciò nonostante la sussidiarietà in Croazia è non solo possibile ma anche necessaria e proprio i cristiani sono quelli che dovrebbero attraverso la dottrina sociale della Chiesa dare la speranza fondata sulla fede che è davvero possibile cambiare se stessi, gli altri e l’ambiente circostante. La sussidiarietà nella Chiesa richiede che le stesse strutture ecclesiali siano formate in modo che la responsabilità per la Chiesa, per l’evangelizzazione e per il perfezionamento spirituale personale emergano in modo chiaro.