AMBIENTE E CLIMA" "
Messaggio preoccupato dall’Europa alla Conferenza Onu di Montreal (28 novembre 9 dicembre)” “
La natura e l’ambiente in cui viviamo si stanno trasformando e preoccupanti campanelli d’allarme ci ricordano, di tanto in tanto, che le emissione di gas prodotte dalle fabbriche, dalle automobili o dagli impianti di riscaldamento delle nostre case, contribuiscono a inquinare l’aria e a innalzare le temperature medie del pianeta. Se ne parlerà dal 28 novembre al 9 dicembre a Montreal (Canada), in occasione del Cop11, Conferenza delle parti della Convenzione sul cambiamento climatico promossa dalle Nazioni Unite, che quest’anno coinciderà con il primo meeting dei sottoscrittori del Protocollo di Kyoto. Ma quali ricadute concrete possiamo già sperimentare in questo senso? Il Wwf (World Wildlife Fund) e la Commissione europea hanno presentato martedì 22 novembre, nella sede dell’Esecutivo Ue a Bruxelles, cinque “testimoni del clima”: alla presenza del commissario all’ambiente, il greco STAVROS DIMAS , hanno raccontato la loro storia di “persone che stanno scontando i pesanti effetti di questi cambiamenti”. GEORG SPERBER , forestale tedesco, ha spiegato che “gli abeti della foresta bavarese stanno morendo” per gli attacchi di insetti micidiali e per il riscaldamento del clima. CASSIAN GARBETT, guardacoste nel Sud dell’Inghilterra, vive sulla propria pelle gli “effetti devastanti dell’innalzamento marino e del moltiplicarsi delle burrasche”. ALAN STEWART , scozzese, guida una slitta trainata da cani, per i turisti. Ma la neve “va scomparendo dalle mie parti e, con essa, il mio lavoro”. E se le stagioni “impazziscono”, “i fiori sbocciano quando non è il momento, così le api ne risentono” e la produzione di miele e cera di GIUSEPPE MIRANTI , italiano, è drasticamente ridotta. Mentre JOSÉ LUIS OLIVEROS ZAFRA , piccolo agricoltore spagnolo, ha testimoniato la recente, devastante siccità che ha colpito il suo Paese: “Ho perso il cento per cento del raccolto di legumi e cereali”. OLIVER RAPF , 39 anni, tedesco, esperto del Wwf a livello europeo sui cambiamenti climatici e le relative politiche ambientali, chiarisce al Sir gli obiettivi dell’iniziativa, specificando le richieste della sua associazione all’Ue in vista dell’appuntamento in Canada. Come è maturata l’idea di presentare la conferenza mondiale di Montreal in questo modo inconsueto e originale? Avete avuto pieno appoggio da parte della Commissione? “Il Wwf ritiene importante mostrare che il cambiamento climatico ha un impatto diretto sulle persone e non è una minaccia astratta per il futuro. Il modo migliore per mostrarlo è dare direttamente la parola a queste persone. L’anno scorso la stessa iniziativa era stata presentata alla Cop10 a Buenos Aires, con testimoni del cambiamento climatico arrivati dal Nepal, dalle isole Fiji, dall’Argentina e dall’India. Dopo questa iniziativa, si è pensato di cercare testimoni del clima anche in Europa. E devo dire che la Commissione è stata da subito interessata a incontrare queste persone e ha sostenuto l’iniziativa”. Quale, delle cinque esperienze che avete presentato, l’ha colpita personalmente di più? “Le storie della Spagna e dell’Italia sono particolarmente toccanti. L’impatto del cambiamento climatico sull’agricoltura e sulle piccole imprese agricole è quello con effetto più immediato, sebbene tutti i settori economici siano coinvolti. Questo potrà avere anche ricadute sulle forniture alimentari in futuro”. Mari, coste, montagne, isole… Tutta l’Europa corre seri pericoli ambientali? Siete convinti che i cittadini siano realmente al corrente di questi pericoli? “Alcune regioni soffriranno un impatto maggiore di altre. Nell’area mediterranea, per esempio, si vede già il cambiamento e i fenomeni climatici estremi aumenteranno in futuro. Altre regioni particolarmente colpite sono quelle montane, dove si riscontra un’evidente riduzione delle precipitazioni nevose. Sono convinto che ci sia una certa consapevolezza tra i cittadini di tutto ciò, ma non abbastanza da portare a una modifica di comportamenti o la pressione politica necessaria per una lotta globale contro il cambiamento climatico”. Quali iniziative chiedete all’Unione europea per farsi paladina dell’ambiente? “Il Wwf chiede che nei negoziati di Montreal si arrivi a un accordo su una tabella di marcia e chiari target da raggiungere per la riduzione dei gas serra dopo la scadenza del Protocollo di Kyoto. All’Ue si chiede di applicare misure per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica anche nei settori residenziale e dei trasporti. Per quanto riguarda il sistema di scambio di emissioni (Ets), limiti più severi dovrebbero essere fissati dagli Stati membri dell’Unione per la seconda fase del sistema, che inizierà l’anno prossimo”.