SVIZZERA" "

Referendum, la delusione della Chiesa” “

Con 1.026.514 “sì” e 1.003.494 “no” gli elettori svizzeri hanno accettato la revisione della legge sul lavoro. Un risultato ottenuto sul filo di lana tanto che per averlo si è dovuto attendere lo spoglio del Cantone di Zurigo. Fino a quel momento i “no” erano in vantaggio. La proposta di legge su cui gli elettori sono stati chiamati a pronunciarsi nel referendum il 27 novembre intendeva “eliminare ogni restrizione sulla vendita di beni commerciali” anche con l’apertura domenicale dei centri commerciali di stazioni ferroviarie, stazioni di servizio stradali e aeroporti. Contro questa ipotesi i vescovi svizzeri si erano espressi nel documento “La domenica non deve diventare un giorno della settimana”. “La vittoria dei sì – ha detto il portavoce dei vescovi svizzeri, Mario Galgano, in una dichiarazione riportata dall’agenzia Apic – mina alle fondamenta lo spirito ed il principio di base dell’interdizione dal lavoro domenicale”. Nonostante l’esito sfavorevole del voto, la Chiesa svizzera fa comunque notare “la forte avanzata del fronte del ‘no’ tra la popolazione del Paese. Il ‘no’ che i sondaggi davano, infatti, largamente battuto in queste ultime settimane”. Delusione anche nel Comitato ecumenico, che con i vescovi cattolici avevano sostenuto il ‘no’. Tuttavia il successo di scarsa misura dei favorevoli all’apertura domenicale, è il commento del Comitato, “dovrà far riflettere nel prosieguo della legge”. Sempre il 27 novembre gli svizzeri, in un altro referendum, hanno approvato, questa volta a larga maggioranza (55,7%) il blocco per cinque anni dell’uso di ogm nell’agricoltura.