La Chiesa in Spagna appoggia la Campagna sul debito estero e si propone come “fermento di solidarietà e concordia”. Lo ha annunciato mons. Ricardo Blázquez Perez, vescovo di Bilbao e presidente della Conferenza episcopale spagnola (Cee), in una nota a conclusione dell’Assemblea generale dei vescovi spagnoli che si è svolta nei giorni scorsi a Madrid. Nella nota la Cee dichiara la sua adesione alla Campagna sul debito estero promossa da alcune realtà cattoliche, tra cui Mani Unite, la Confer (l’organismo che riunisce le congregazioni religiose) e la Caritas. “Non possiamo rimanere indifferenti davanti alla sofferenza di tante persone”, scrive. “Pensiamo sia nostro dovere pronunciarci, un’altra volta, per sollecitare misure per l’eliminazione del debito – sottolinea mons. Blázquez – dato che il condono della stessa, tanto di forma totale come parziale, è una condizione previa affinché i Paesi più poveri possano lottare in maniera efficace contro la miseria e la povertà”. “È urgente trasformare l’obbligo di pagamento in investimento, in programmi e progetti di sviluppo integrale: umano, culturale, spirituale, sanitario, agricolo, educativo e promozione della donna”. I vescovi lanciano un appello alle autorità affinché “mettano in pratica misure oggettivamente generose che diano come risultato il sollevamento del peso del debito estero”. “Bisogna evitare che questo condono, totale o parziale, si trasformi in acquisto di armamenti o in benefici economici per i governanti dei Paesi destinatari – precisano – cioè utilizzato in opere socialmente non necessarie che perseguono esclusivamente il prestigio e il rafforzamento di questi governi o siano destinate ad azioni contrarie all’ordine morale, come le campagne contro la natalità”.