LITUANIA" "
“La Chiesa ha da sempre considerato l’omosessualità una perdita di identità e una deviazione, mentre ha sottolineato la necessità di maturità affettiva e sessuale da parte dei candidati al sacerdozio”. Così l’arcivescovo di Vilnius, card. Audrys Backis, commentando nei giorni scorsi l’istruzione vaticana sui criteri di discernimento vocazionale di persone con tendenze omosessuali, in vista della loro ammissione al seminario e agli ordini sacri. In un’intervista all’agenzia di stampa Elta, il presule ha affermato di avere “sempre mantenuto nel seminario di Vilnius un atteggiamento rigoroso in materia”, e ha definito “molto utile per il discernimento vocazionale dei candidati al seminario l’assistenza di psicologi professionisti”. Il card. Backis ha inoltre espresso viva preoccupazione “per il problema delle tendenze omosessuali nel clero di tutto il mondo, Lituania inclusa. Nessuna giustificazione – ha precisato – può diminuire la responsabilità di chi pratica l’omosessualità” ma, al tempo stesso, ha ammonito sui “pericolosi errori di chi muove accuse pubbliche e infondate che ledono la dignità umana”. Commentando lo stesso documento vaticano, il neoeletto presidente della Conferenza dei vescovi lituani, arcivescovo Sigitas Tamkevicius, ha affermato: “La Chiesa cattolica in Lituania difenderà sempre la famiglia e i comportamenti conformi alla natura umana; giudica in modo negativo ogni forma di esibizione o parata gay e non approva” i gruppi di pressione omosessuali “nelle strutture dell’Unione europea”.