INGHILTERRA" "

La ghirlanda e l’arancia” “

Natale occasione per non dimenticare ed accogliere i lontani dalla Chiesa” “

Ghirlande, aranci, raccolte, viaggi di solidarietà e particolari forme di proteste per un mondo più giusto e solidale. Il Natale in Inghilterra viene vissuto tra fede e modernità, strizzando l’occhio alla tradizione. Ne esce un quadro ricco di iniziative. Ne presentiamo alcune. Tradizioni e missione. Si chiama “Advent wreath”, la ghirlanda dell’Avvento, ed è una ghirlanda di pino verde con quattro candele rosse poste nel mezzo. È una delle tradizioni inglesi che si svolge nelle Domeniche di Avvento fino alla Messa della Vigilia del Natale, quando viene accesa una candela Bianca centrale. La tradizione risale al secolo scorso ed è stata importata dall’Austria e dalla Baviera. La ghirlanda compare anche in famiglia dove è il padre o il figlio più piccolo, ad accendere le candele. “Il Natale ci offre una opportunità unica di missione nella società inglese perché raggiungiamo quei cattolici che non vediamo mai durante l’anno. Gli impegni di tutti i giorni, una vita spesso frenetica li tengono lontani dalla Chiesa alla quale ritornano soltanto nei momenti di crisi o nelle festività più importanti”, spiega al Sir don Philip, il parroco di St. Mary’s, a Loughborough (Nord Inghilterra). “La frequenza alle Messe raddoppia in questo periodo, dai circa 550 fedeli che partecipano alla Messa domenicale durante l’anno, agli oltre mille che vengono in questi giorni”. La parrocchia di St. Mary’s è nota per un’altra tradizione, molto amata dai bambini: il “Christingle” – la parola significa luce di Cristo. L’idea proviene dalla Moravia e risale al 1747. A ciascun bambino viene data un’arancia che rappresenta il mondo con quattro bastoncini per simbolizzare le quattro stagioni e l’eterna presenza di Dio. Frutta, noci e dolci vengono legati dai bambini ai bastoncini. Rappresentano i frutti della terra, doni di Dio. Un nastro rosso è legato attorno all’arancia come simbolo dell’amore di Cristo. “Raduniamo i bambini intorno all’altare vicino a Gesù e cantiamo l’inno “The holly and the ivy”, “L’agrifoglio e l’edera” che parla dell’amore di Gesù per noi e della sua morte in croce. Ad ogni strofa i bambini infilano un nuovo pezzo nell’arancia. In mezzo all’altare viene posta una candela accesa mentre le luci della chiesa si spengono. L’arancia viene portata a casa come simbolo di Gesù, ma spesso i bambini non resistono e la mangiano prima”. UNA SINGOLARE PROTESTA. Molto attive, ma non solo in Avvento, le parrocchie nell’aiuto agli ultimi. In questi giorni pullulano mercatini il cui ricavato viene destinato a progetti per i più poveri come gli “shelters”, i rifugi di accoglienza per i senzatetto. Vengono anche raccolti cibo in scatola, guanti, calze, sapone, salviette, scarpe e cappotti da donare a chi ne ha più bisogno. Durante l’Avvento dodici volontari hanno deciso di vivere per una settimana con un pacchetto di cibo e cinque sterline, circa sette euro, i mezzi che il governo britannico lascia in questo momento ai rifugiati politici. Si tratta di un’iniziativa di protesta, appoggiata da 45 leaders religiosi cristiani tra i quali il vescovo, mons. Patrick O’Donoghue, responsabile del settore immigrazione per i vescovi inglesi e l’arcivescovo di Glasgow Mario Conti, promossa dalla charity ecumenica “Church Action on poverty”. Migliaia di biglietti di protesta verranno inviati nelle prossime settimane al ministro degli Interni Charles Clarke che i protagonisti incontreranno a gennaio. In ricordo dello Tsunami e dei migranti. Natale di solidarietà anche per il cardinale Cormac Murphy-O’Connor, arcivescovo di Westminster e Primate dei cattolici di Inghilterra e Galles. Accompagnato da Chris Bain, direttore dell’agenzia cattolica Cafod, charity cattolica di aiuto ai Paesi del Terzo Mondo, il cardinale visiterà lo Sri Lanka per ricordare l’anniversario dello tsunami (26 dicembre 2004, 200mila morti) e controllare i progetti di aiuto e ricostruzione in corso in quel Paese. Il cardinale ha voluto ringraziare i cattolici di Inghilterra e Galles per la loro generosità che ha permesso di approntare oltre 6500 abitazioni temporanee in Sri Lanka e si spera di ultimarne altre 4000 a Batticaloa. Il 26 dicembre il porporato consegnerà, nella capitale Colombo, le chiavi delle nuove case agli abitanti. Intanto lo scorso 3 dicembre, in pieno Avvento, la Chiesa cattolica di Inghilterra e Galles ha festeggiato la Giornata mondiale della immigrazione che, come ricordato dal vescovo, mons. Patrick O’Donoghue, presidente dell’Ufficio per l’immigrazione e i rifugiati, “ci dà l’opportunità di riflettere sulle difficoltà sollevate dai flussi migratori, come il rifiuto dei Paesi ricchi del mondo di firmare o ratificare trattati internazionali che proteggano gli immigrati. Ci sono coloro che esagerano le differenze tra i popoli e chiedono l’esclusione dei diversi. La Chiesa cattolica rifiuta questo approccio e il Natale ce lo ricorda”.