DIOCESI
Continua, nelle 226 diocesi italiane, il cammino di preparazione al IV Convegno ecclesiale nazionale, in programma a Verona, dal 16 al 20 ottobre 2006, sul tema: “Testimoni di Cristo Risorto, speranza del mondo”. SPERANZA E DISINCANTO. “La cultura individualistica che si respira può oscurare anche in noi cristiani la dimensione sociale della fede e la sua necessaria traduzione nel servizio dei fratelli. Occorre riportare tale servizio al cuore della vita cristiana in modo tale che la carità sia espressione di ogni comunità ecclesiale”. È quanto scrive mons. Mario Ceccobelli, vescovo di GUBBIO, nella sua prima lettera pastorale, dal titolo “Insieme con Cristo, nostra speranza”, pubblicata a quasi un anno dal suo ingresso in diocesi e dedicata proprio all’appuntamento di Verona.
La prima pedagogia vocazionale, ricorda il vescovo ai sacerdoti, passa dalla testimonianza di vita. Di qui l’invito rivolto ai fedeli della sua diocesi: “Di fronte al problema vocazionale, sento vivo il bisogno di ribadire la necessità e l’urgenza di dare vita a una grande preghiera per le vocazioni, una preghiera da viversi con intensa fiducia e tenace costanza, preghiera che coinvolga personalmente tutti i membri del popolo di Dio e si esprima anche con opportune modalità comunitarie”.
Si intitola “Testimoni di speranza” la prima lettera pastorale del vescovo di AVELLINO, Francesco Marino, in cui il presule chiede alla sua comunità di “cercare insieme, e in un cammino che veda coinvolte tutte le sue componenti locali: le strutture pastorali e diocesane, le parrocchie e le foranie, i presbiteri, i diaconi, i religiosi e le religiose, le aggregazioni, i movimenti e tutto il laicato, i modi adeguati alla nostra tradizione mediante i quali tradurre in forme culturali innovative e diffuse la fede in Gesù Cristo”.
Un invito a riaccendere “la nostalgia della speranza e della verità nel cuore delle persone, nella vita dei giovani, nel centro delle istituzioni e delle comunità civili”, viene invece da mons. Domenico Caliandro, vescovo di NARDO’-GALLIPOLI, che sulla scorta del prossimo Convegno ecclesiale nazionale rivolge nel messaggio ai suoi fedeli per Natale – un augurio preso dalla traccia di riflessione all’importante appuntamento: “Nel tempo della ragione debole e del disincanto, occorre riuscire a dire che Cristo è la ragione della speranza che è in noi. Se tutto appare fluido e flessibile, Cristo è saldo e stabile. Se tutto appare passeggero, Cristo è per sempre e promette l’eternità”. METTERSI IN DISCUSSIONE. La consegna simbolica della prima lettera di Pietro (testo-guida del percorso della Chiesa italiana verso il convegno di Verona) è stato il momento culminante di un incontro di preparazione al Convegno svoltosi nei giorni scorsi, nell’arcidiocesi di COSENZA-BISIGNANO, su “Testimoni del Risorto per rendere ragione della speranza”; anche alcune pagine della rivista dell’arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, “Le due città”, sono dedicate al convegno di Verona.
In occasione della festa dell’Immacolata, la diocesi di BENEVENTO ha promosso il primo appuntamento in preparazione al Convegno ecclesiale di Verona. Nella basilica della Madonna delle Grazie a Benevento, l’arcivescovo Serafino Sprovieri, ha celebrato il rito del mandato, consegnando ai responsabili di gruppi, associazioni, movimenti, in rappresentanza dell’intera diocesi, la prima Lettera di Pietro, la traccia di riflessione “Testimoni di Gesù Risorto, speranza del mondo”, redatta dalla Cei, e il documento sui mini-sinodi scritto da mons. Sprovieri, dopo l’ultimo convegno pastorale diocesano. IL DIBATTITO POLITICO. “Parlare di testimonianza invita ad andare all’essenziale e proiettarlo sull’Italia, sull’attualità e sul futuro”: è quanto si legge in un corsivo dedicato dal settimanale della diocesi di PARMA, “Vita Nuova”, al cammino preparatorio a Verona.
“L’aggrovigliato dibattito pubblico di questi mesi si legge ancora nell’articolo ha messo in evidenza una questione politica che riguarda l’insieme della società italiana, la sua capacità di progettare un futuro, a partire dalla propria peculiare identità e dalle sue risorse, cui deve saper guardare senza complessi, con realismo, ma anche con fiducia”. UNA RUBRICA CULTURALE. Da Palermo 1995 a Verona 2006 passando per Rimini: è il sottotitolo di un articolo pubblicato dal settimanale della diocesi di RIMINI, “Il Ponte”, che inaugura così una nuova pagina per dar vita ad una rubrica culturale “sul territorio”. “La Chiesa è pronta nuovamente a mettersi in discussione sulle sfide del presente e del futuro, e per farlo ha voluto provare a rielaborare il cammino percorso fino a qui”, si legge tra l’altro nell’articolo.
(23 dicembre 2005)