LAVORO" "

Senza confini ma sicuro” “

2006: anno europeo della mobilità professionale” “

“Esistono ancora ostacoli giuridici, amministrativi e linguistici alla mobilità professionale, cui si aggiunge la scarsa conoscenza delle informazioni e degli aiuti disponibili”: VLADIMÍR ŠPIDLA , commissario europeo per l’occupazione, gli affari sociali e le pari opportunità, sta mettendo a punto gli obiettivi e i programmi per il 2006, proclamato dalla Commissione Ue “Anno europeo della mobilità professionale”. I VANTAGGI DELLA MOBILITÀ PROFESSIONALE E GEOGRAFICA. “Numerosi lavoratori sono poco persuasi dei vantaggi offerti da un lavoro all’estero o in un altro settore. Questi sono gli aspetti di cui dobbiamo interessarci”. L’intento dell’anno speciale, che interessa due temi-chiave dell’integrazione europea, la mobilità professionale e quella territoriale, “mira a sensibilizzare i lavoratori sui vantaggi di un lavoro all’estero o più semplicemente del cambiamento di occupazione”. Secondo Špidla “lavorare in un altro Paese o in un diverso settore d’attività offre l’opportunità di acquisire nuove competenze ed esperienze” e “la riconversione è oggi fondamentale anche alla luce dell’attuale economia globalizzata”. Il tema dell’anno è strettamente correlato alla Strategia di Lisbona, decisa nel 2000 in ambito Ue e riformata nel 2005, che intende fare dell’Unione l’economia più competitiva al mondo basata sulla conoscenza, senza trascurare gli aspetti occupazionali e la coesione sociale. La mobilità dei lavoratori, intesa in senso geografico, è poi una delle “libertà fondamentali” in ambito comunitario: il principio fu stabilito sin dai trattati istitutivi Cee del 1957 (libertà di circolazione delle persone, delle merci, dei capitali e dei servizi). I LIMITI IMPOSTI AI PAESI DI NUOVA ADESIONE. Particolarmente delicato appare in questa fase della storia comunitaria l’aspetto della mobilità dei lavoratori oltre confine. Dopo l’ampliamento verso est dell’Unione, avvenuto il 1° maggio 2004, è stata infatti decretata una limitazione all’espatrio dei lavoratori provenienti dai Paesi ex comunisti: 12 dei 15 Stati dell’Ue pre-allargamento (tutti tranne Regno Unito, Irlanda e Svezia) hanno adottato provvedimenti restrittivi che possono proseguire per un massimo di 7 anni: dopo una prima fase sperimentale di questa normativa, nel maggio 2006 si dovrà decidere se confermare le limitazioni oppure rinunciarvi. I dati sulla mobilità professionale e su quella geografica tra i 25 restano comunque piuttosto contenuti: ad esempio meno del 2% della popolazione Ue vive e lavora in un Paese diverso da quello d’origine. Fra i problemi correlati influisce in maniera considerevole – secondo le statistiche fornite da Bruxelles – l’apprendimento e l’utilizzo delle lingue straniere. A FEBBRAIO LA CONFERENZA D’APERTURA. La prima iniziativa ufficiale dell’anno sarà la conferenza inaugurale, fissata a Bruxelles per il 20 e 21 febbraio, cui seguiranno varie manifestazioni nei 25 paesi Ue e in quelli candidati all’adesione. Il tema del primo incontro sarà “La mobilità dei lavoratori: un diritto, una scelta, un’opportunità”. I promotori, fra i quali spicca il Comitato economico e sociale Ue, sostengono che la “conferenza permetterà di esaminare i diversi aspetti della mobilità nel quadro degli obiettivi della Strategia di Lisbona, e aprirà la strada ai dibattiti e alle azioni-pilota che si svolgeranno nel corso dell’anno”. L’avvenimento segnerà inoltre “l’avvio del nuovo portale Eures (http://europa.eu.int/eures), che consentirà a tutti i cittadini di accedere direttamente alle offerte di lavoro pubblicate dai servizi nazionali per l’impiego”, pari attualmente a un milione di posti vacanti. All’incontro prenderanno parte 450 operatori del settore, responsabili politici europei e nazionali, partner sociali, sindacati e rappresentanti del mondo delle imprese. IL CONFRONTO CON GLI USA E LA “BORSA DELL’IMPIEGO”. A giugno è previsto un seminario congiunto Ue-Stati Uniti per “un’analisi comparativa della mobilità geografica e professionale sulle due sponde dell’Atlantico, nel contesto della cooperazione tra Unione e Usa nell’ambito della politica sociale e dell’impiego”. Il programma generale segnala poi, in parallelo alle iniziative nazionali, una conferenza dei partner sociali (settembre), la prima Borsa europea dell’impiego (29-30 settembre, dislocata in decine di città del continente), un seminario per i giuristi sulla libera circolazione nell’Ue allargata (fra ottobre e novembre), una conferenza di chiusura (dicembre). L’intento dell’appuntamento conclusivo sarà di “trarre orientamenti giuridici, economici e sociali sulla mobilità dei lavoratori”, anche per una verifica delle relative politiche comunitarie. Per favorire progetti nazionali legati all’Anno, la Commissione ha stanziato 4 milioni di euro, che dovrebbero essere suddivisi in 20-30 linee di finanziamento (il bando è scaduto il 12 dicembre 2005 e ora se ne attendono gli esiti). Nel frattempo è stato attivato il sito dell’Anno: http://europa.eu.int/comm/employment_social/workersmobility2006.