UCRAINA" "
Cade il governo in seguito alla crisi con la Russia sulle forniture di gas” “
In Ucraina il Parlamento ha tolto il 10 gennaio la fiducia al governo del premier Yuri Yekhanurov, bocciando l’accordo sul gas russo, faticosamente raggiunto nei giorni scorsi dal presidente Yushenko con il monopolista russo Gazprom. Il governo ucraino ha però detto che resterà comunque in carica fino alle elezioni parlamentari del 26 marzo. La crisi ha avuto origine dal gesto della Russia di chiudere, la scorsa settimana, i rubinetti dei gasdotti che passano attraverso l’Ucraina, motivandoli con l’accusa di furto, perché Kiev non voleva accettare l’aumento fortissimo di prezzo (da 50 a 230 dollari) chiesto da Mosca. Inevitabili le ripercussioni in tutti i Paesi europei occidentali, clienti e destinatari delle forniture di gas, con riduzioni di emissioni e rischio di ulteriori aumenti. Anche l’Unione europea era intervenuta augurandosi “una soluzione negoziale, che salvaguardi la fornitura energetica di lungo termine sia nella regione che nell’Europa intera”. Il nuovo accordo raggiunto tra Russia e Ucraina ha fissato il prezzo a 230 dollari per mille metri cubi di metano, anche se, nei fatti, grazie ad accordi collaterali, il prezzo reale sarebbe di poco superiore ai 100 dollari. Abbiamo raccolto in Ucraina alcuni commenti. UN PAESE INDIPENDENTE. La caduta del governo era quasi prevedibile, secondo padre PAVLO VYSHKOVKYY, dell’ufficio comunicazioni sociali della Conferenza episcopale ucraina, visto che “l’opposizione ha giudicato severamente il governo dicendo che non doveva firmare d’accordo. La motivazione è che il vecchio contratto che faceva pagare all’Ucraina il gas a 50 dollari sarebbe stato ancora in vigore per molti anni. E siccome la Russia ha rotto il contratto l’opposizione chiedeva di insistere affinché la Russia rispettasse gli accordi fino in fondo”. Dopo la paura di un inverno al freddo in seguito alle minacce della Russia di “chiudere i rubinetti del gas”, ora “la popolazione ucraina si è finalmente tranquillizzata ed è tornata ad una vita normale – racconta padre Vyshkovkyy -. Ma molti hanno potuto vedere con i propri occhi che non ci si può più fidare dell’atteggiamento ‘paterno’ della Russia, perché quel ‘padre’ vuole togliere ai ‘figli’ il caldo nel momento più duro dell’inverno. Per questo tanta gente è ancora più convinta della scelta di seguire la strada verso l’Occidente e non verso una nuova Unione sovietica”. L’accordo raggiunto pochi giorni dopo le minacce russe, secondo padre Vyshkovkyy “aveva mostrato la capacità dell’Ucraina di dialogare con un partner strategico come la Russia, mostrando, una seconda volta dopo la rivoluzione arancione, che siamo un Paese indipendente. Non ci siamo accodati alla Russia nonostante abbia utilizzato, per provare di nuovo a sottomettere l’Ucraina, la sua arma potente del gas. E proprio durante l’inverno”. L’IMPORTANZA DELL’OCCIDENTE. “In Ucraina – osserva MYROSLAV MARYNOVYCH, vice-rettore dell’Università Cattolica ucraina – c’è una sorta di atteggiamento unanime nei confronti della posizione russa, troppo dura e troppo politicamente caratterizzata”. Secondo Marynovych è una posizione troppo “ovvia, poco sincera nelle sue spiegazioni”: “Qualsiasi ucraino è in grado di capire che la pressione esercitata è dovuta al fatto che i russi vogliono rendersi indipendenti rispetto al rifornimento di gas, che passa attraverso l’Ucraina”. “Non possiamo essere d’accordo con l’aumento esagerato del costo del gas richiesto dalla Russia – afferma il vice-rettore dell’Università Cattolica -. Però siamo consapevoli che è necessario pagare di più e che sarebbe meglio per l’indipendenza dell’Ucraina pagare il prezzo normale europeo o mondiale. Ma è un processo che va fatto nei tempi giusti, in maniera graduale”. “Gli ucraini – precisa – resistono con forza e allo stesso tempo procedono con cautela perché sappiamo quanto l’Occidente sia importante per noi. Sappiamo che l’Europa dipende dal gas russo e capiamo questa logica perché anche noi ne siamo dipendenti. Temiamo però che alcuni in Occidente considerino la posizione ucraina scorretta perché pensano che vogliamo pagare il gas a prezzi molto bassi. Ma sappiamo che questo è terminato con la fine del periodo sovietico. Ciò che vogliamo ora è non cedere alle pressioni degli aumenti richiesti, altrimenti ogni Paese ne rimarrebbe distrutto. Questa diventerebbe una guerra, non un commercio”. Marynovych spera che “l’Europa non sia orientata esclusivamente sulla Russia. Comprendiamo che l’Italia, ad esempio, non possa prendere gas esclusivamente dall’Ucraina perché ha i suoi interessi economici e commerciali, ma vorremmo che non si prestasse attenzione solo agli argomenti della Russia”. “Sono sicuro che i russi capiranno che anche loro dipendono dall’Europa e dal resto del mondo – conclude -. Il nostro mondo è oramai interdipendente e nessuno può comportarsi come un elefante in un negozio di cristalli. Anche la Russia dipende dai suoi clienti”.